Spigolo Giallo

Posted By on Feb 11, 2014 | 0 comments


SPIGOLO GIALLO

UNA SPADA CHE PUNTA VERSO IL CIELO

...lo sguardo non riposa più sulle rocce, ma  continuamente si perde nell'aria...E. Comici

VIA: E.ComiciM.Varale, R.Zanutti APERTA L’ 8 – 9 SETTEMBRE 1933


“Ho superato lo Spigolo Giallo, compiendo l’arrampicata più aerea, esposta che si possa immaginare: perchè lo spigolo è veramente affilato come un tagliamare, un aratro, una spada, e continuamente strapiomba, e il vuoto incombe non solo sotto l’arrampicatore, ma a destra e a sinistra, e lo sguardo non si riposa più sulle rocce, ma continuamente si perde nell’aria” (Emilio Comici).

PREMESSA:
TUTTE LE VOLTE, CHE CAMMINO PER LA CARREGGIATA, PER ANDARE AL RIFUGIO LAVAREDO, GIUNTO ALLACAPPELLINA ALPINA, ALZO GLI OCCHI E CONTEMPLO LO SPIGOLO GIALLO, DELLA CIMA PICCOLA DI LAVAREDO, CHE SI STAGLIA POSSENTE SOPRA AL MIO CAPO. LA VIA APERTA DA E.COMICI, SI MANTIENE QUASI SEMPRE SULLA LAMA DELLO SPIGOLO E SI COMPRENDE CON QUANTO ARDORE EGLI HA AFFRONTATOL’ASCENSIONE. 
BELLO, VERTICALE, SI CONCEDE ALLO SGUARDO DI TUTTI GLI ALPINISTI, I QUALI, TACITAMENTE SANNO, IN CUOR LORO, CHE EMILIO COMICI L’HA VINTOCON LA SUA UMILTA’, PREPARAZIONE, ACCOSTANDOSI ALLO SPIGOLO D’ORO, SENZA REGOLE DI RIVALITA’ E NON CERCANDO IL CLAMORE DELLA STAMPA O DELLA FOLLA. HA COMPIUTO UN’ASCENSIONE ”NELL’ARTE CON L’ARTE”, PURAMENTE SFRUTTANDO LA ROCCIA, INCONTRANDO E VINCENDO LE DIFFICOLTA’ CONTINUE COL SUO STILE INCONFONDIBILE NELL’ASSAPORARE L’ARRAMPICATA SENZA MAI PENSARE AI CHIODI; ISPIRATO, NEL CUORE, NELLA SENSIBILITA’, NELL’INTELLIGENZA E NELLE SUE DOTI DI RAGGIUNGERE LA PERFEZIONE PER GODERE A PIENO LA SUA MONTAGNA.
Severino Casara scrittore e alpinista

ACCESSO:
Dal rif. Auronzo, andare a dx per garreggiata verso il rifugio Lavaredo, o vicevera, dal rif. Lavaredo.
Arrivati alla cappella degli alpini, si raggiunge in breve, per morena detritica, l’attacco, che si trova sulla sx della verticale calata del filo dello spigolo. Circa 30 m’ da entrambi i rifugi.
RELAZIONE TECNICA:

Lo Spigolo Giallo_Anticima Piccola di Lavaredo: Tracciato in rosso è seguito da quasi tutte le cordate_ Il tracciato in verde è il vero tracciato aperto da: E. Comici, M.Varale, R. Zanutti l'8-9 settembre 1933_

1) Attacco: si trova sulla sx dello spigolo dove inizia una fessura-diedro (tracce).

Si sale diritti per 30 mt., un evidente diedro giallo e irregolare, con difficoltà di V+ fino ad arrivare alla sosta scomoda su 3 chiodi con cordoni. Materiale: 4 o 5 ch. lungo il tiro, piuttosto vecchi e poco sicuri, si consiglia mettere friends o dadi. Roccia è molto levigata. 30 mt; V+.

2) Si prosegue lungo il diedro, V- fino al suo termine. ll passaggio d’ uscita è protetto, 1 chiodo; eventualmente mettere un dado. 1° passo chiave della salita (VI-). Uscire a dx (IV) fino ad arrivare ad un terrazzino.Sosta su 3 chiodi. 35mt; IV, 1p. VI-, IV.

3) Obliquare sempre verso dx. Si supera un pilastro staccato. Si sale, quindi, per gradoni e placche grigie non difficili, senza arrampicata obbligata e senza chiodi. Si giunge ad una nicchia con 2 ch. Sosta. 40 mt; III+, IV-..

Questa è la variante centrale allo Spigolo Giallo, che ai nostri giorni, quasi tutte le cordate seguono. [Comici, Varale, Zanutti, invece, salirono su diritti sul filo dello spigolo per 3 lunghezze in grande esposizione e su roccia infida, con difficoltà costanti tra il V e il VI, VI +grado].

4) Si continua con leggera salita diagonale verso dx, su per placche o per un diedro-canale, fino a arrivare aduna cengia. Sosta comoda 2 ch. 50mt; III+, IV-.

5) Arrampicare, direttamente, la parete sopra di noi. Questa è più verticale dei tiri precedenti. Si punta alla prima cengia visibile in alto e leggermente verso sx. Sosta sulla cengia. Sulla roccia, sono incise due frecce che indicano l’inizio del traversata verso sx. 30 mt; IV+, V.

6) Il traverso è abbastanza normale di difficoltà (IV, IV+). Si supera un 1° spigolo, si continua a traversare a sx per vincere alla fine un piccolo risalto per arrivare alla sosta su un terrazzino scomodo.(1 ch. e 1 cles.) 20mt; IV, IV+,V

7) Vincere, immediatamente uno strapiombo (1p. VI-) 1 ch. Si prosegue in leggero obliquo prima verso dx e poi verso sx su muretti gialli e grigi. In questo tiro di corda, si trovano, chiodi e due clessidre. Sosta su una cengia. 2 ch. 35mt, VI-, V+.

8) Ci si alza dalla sosta, un pò verso sx, su una placca chiara (V+, 1 ch.) e puntare alla base di un diedro giallo strapiombante (7-8 mt. sopra la sosta). Il diedro è atletico, con appigli buoni, e costituisce il tratto chiave dell’ intera salita (VI+). Nel diedro, presenti molti ch., alcuni vecchi. Lo si sale fino a quando risulta evidente di uscire verso sx. Circa 30 mt. dalla cengia. Evitare di seguire altri chiodi e cordini che salgono verso dx nella parte superiore del diedro. E’ la variante, molto difficile, della via Del Vecchio. Sosta invece, appesi e in esposizione, su 2 chiodi vecchi. 30 mt; V+, VI+.

9) Attraversare in grande esposizione verso sx per circa 8 mt. seguendo una fessura orizzontale non troppo evidente per ritornare sul filo dello spigolo. Si incontra 1 ch. e poi altri 2, dove conviene sostare.E’ forse possibile unire questo traverso al tiro precedente, ma occorrerà allungare i rinvii per evitare il rischio di attriti della corda.10 mt; V.

10) Dalla sosta alzarsi diritti su un muro verticale ed esposto protetto da un paio di chiodi. La roccia in questa lunghezza è meno buona anche se consolidata dai vari passaggi. Sostare in una nicchia con 2 ch. e una fessura. 40mt; V, V+.

11) Si continua a salire diritti o alla dx rispetto alla sosta, per pareti gialle e grigie, interrotte a metà da una cengia. Dalla scelta della salita, dell’itinerario scelto vi sono dei chiodi ed è possibile, eventualmente, mettere cordini e friends. Sosta su cengia, subito sotto un camino. 55 mt; V+, V.

12) Si sale il camino, che non è protetto da ch., S supera in esoo, un passaggio strapiombante, Inserire eventualmente, per protezione, un cordino, sul sasso incastrato. Si esce dal camino, trovandosi, una parete (IV) e un piccolo pianoro. Ci si trova sotto l’anticima, alla base di un diedro, dove conviene fare la sosta su un masso. 40 mt; IV+, IV.

13-14) Risalire, all’interno, il diedro; circa 80 mt. (2 lunghezze di corda con difficoltà dal IV al V+).

15) Con un tiro di III+ si arriva ad un altro diedro-camino che porta e finisce sull’ anticima. 20 mt; III+.

Il percorso di Emilio Comici, segue fedelmente la lama dello spigolo. Pochissime cordate hanno percorso l’itinerario originale di Comici. In questi ultimi decenni, buona parte dei ripetitori, evitano alcuni tratti originariamente seguiti da Comici,. Tale percorso, se vogliamo dire, è un po addomesticato, ed è quello scritto

Salita di circa 6 ore con un dislivello di circa 350 mt.

 

 

CURIOSITA’:
IL FORTE SCALATORE H. BUHL RIFECE PER INTERO, IL PERCORSO DI EMILIO COMICI USANDO PER SOSTA UN CHIODO AD ESPANSIONE.

DISCESA:
DALLA SPALLA TERMINALE DELLA CIMA PICCOLA, SI COMINCIA UNA SERIE DI CALATE A CORDE DOPPIE SU CHIODI AD ANELLO INFISSI E CEMENTATI, CHE PORTANO QUASI ALLA FORCELLA TRA LA CIMA PICCOLA E LA PARETE EST DELLA CIMA GRANDE. SI ARRIVA SULLA CIMA GHIAIOSA DELLO SPERONE APPOGGIATO DELLA FORCELLA. NELLA DISCESA DELLO SPERONE, TENERE A DESTRA, VERSO LA CIMA GRANDE. .

TRE CIME DI LAVAREDO-olio-'04
”…INTENDO L’ARRAMPICAMENTO SOPRATTUTTO COME UN’ARTE. COME PER ESEMPIO LA DANZA O, SE VUOI, L’ARTE DEL VIOLINO. PERCHE’ SE SEI PADRONE ASSOLUTO DELLA TECNICA, PUOI FACILMENTE DARE ESPRESSIONE AI TUOI SENTIMENTI, PROPRIO COME NELLA MUSICA E NELLA DANZA. NEI PASSAGGI DIFFICILI IO MI ABBANDONO COMPLETAMENTE ALL’IMPRESSIONE DI VIVERE NELLA ROCCIA, E CHE LA ROCCIA VIVA IN ME” Emilio Comici.

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