MONTE AGNER 2871 mt.

Posted By on Feb 3, 2014 | 1 comment


GRUPPO DELL’ AGNER  E LE PALE DI SAN LUCANO

Caratteristiche:

Le Pale di San Lucano si collocano a nord/est del gruppo come un grosso “accento” di roccia; le pareti meridionali, rimarcano infatti la potenza e la severità delle sorelle maggiori nella parte centrale delle Pale.
E’ però un angolo meno frequentato e più “selvatico”.
Il Monte San Lucano ne è la quota maggiore, ma non solo per questo si calca il vertice.
Il cammino si fa intimo con la natura, col monte e si pensa solo a questo; perchè intorno è un mare di meraviglie.La fantasia qui, s’avvera.

Ci si muove in un ambiente bellissimo e assolutamente discosto dalle masse, gustando sulla cima il panorama non comune: Civetta, Tàmer, Schiara, Vette Feltrine, l’Agner, e la solitaria Cima di Pape a nord. La valle di San Lucano, con le sue alte muraglie, i ‘boràl’ ed i ‘vioz’, è l’ambiente ideale per coniugare alpinismo ed avventura. Quasi tutti gli itinerari sono circondati da un alone di mistero, e tra zoccoli infiniti e labirintici ritorni, si consumano suole e bivacchi prima che una vetta si lasci calpestare.

Nella Valle di San Lucano, a Col di Pra, oltre a un campeggio ci sono due locande. Si è dominatori sia dalle Pale di San Lucano che dall’Agnèr, che presentano le pareti più alte delle Alpi Orientali, oltre1500 mt. E’ chiaro che qui solo la gente preparata si muoverà. Quindi, fatto salvo lo spigolo N dell’Agnèr (1500 m, V+) o l’ugualmente severa via Jori (V e V+), ogni altra opzione sarà nota a chi eventualmente si proponesse di arrampicare qui.

Accesso Auto: 

Da Agordo si prosegue verso nord. Dopo ca. 3 km. si gira a sx per Taibon Agordino e si seguono le ind. per La Val S. Lucano e Col di Prà. Si percorre la vallata sovrastata da impressionanti pareti, si transitaper Col di Prà e oltre il paese si giunge al divieto nei pressi di un ponte sul torrente (ca. 8 km.).


GRUPPO DELL’ AGNER

Voltago Agordino 860 m. – Capoluogo comunale, è un piccolo centro posto in posizione solatìa a circa 5Km. da Agordo. Servizi essenziali. Numeri telefonici utili:

Municipio – 0437/669132

Albergo “Stella Alpina” – 0437/669001

Frassenè 1084 m. – Un tempo importante centro di soggiorno montano, Frassenè oggi subisce un richiamo turistico decisamente ridimensionato per quanto riguarda la stagione invernale ma non ancora domo rimanendo altresì valido nella stagione estiva. Vi sorge la stazione di partenza della seggiovia per il Rifugio Scarpa e rappresenta il principale centro di riferimento per chiunque desideri approssimarsi al Gruppo dall’est. In località “Laghetti” esiste una piccola palestra di roccia dove ci si potrà iniziare alle tecniche arrampicatorie.

Numeri telefonici utili:

Albergo “Belvedere” – 0437/67122 – Consorzio Promotour -0437/67193 – Ristorante “Baita del Bianco” – 0437/647344 –  Ristorante “Ai Laghetti” – 0437/67100 –  Guida Alpina Carlo Della Lucia – 0437/67266.

Gosaldo:                                                                                                                                                            Il comprensorio di Gosaldo è formato dal capoluogo municipale (Don, 1142 m), sorto su un ampio ripiano di versante, dalla grossa frazione di S.Andrea 1262 m. e da un cospicuo numero di borgate sparse per tutto il territorio comunale. È base di partenza perla zona più meridionale del Gruppo; dista 16 Km. da Agordo ed altrettanti da Fiera di Primiero. I servizi sono esenziali.

Numeri telefonici utili:

Municipio – 0437/68105 Carabinieri – 0437/68250 – Pizzeria “Posta” – 0437/68203 – Albergo “serenetta” (loc. S Bar”Stella Alpina” (loc. Saresin) – 0437/68107.Andrea) – 0437/68122 Albergo “Aurine” (loc.F.llaAurine) – 0437/67103

RIFUGI E BIVACCHI:

Rifugio Scarpa-Gurekian alla Malga Lòsch 1742 m.

Di proprietà della Sezione Agordina del CAI, sorge in posizione panoramica aperta a sud con vasto colpo d’occhio; nei pressi è situata la stazione di arrivo della seggiovia che sale da Frassenè e dello skilift “Rafadòra”.

Chalet di proprietà del pittore Enrico Scarpa di Venezia realizzato ancora nel 1912, la costruzione venne successivamente acquisita dalla Sezione di Agordo del CAI negli anni ‘60 e adattata a rifugio con opportuni lavori di ampliamento fino ad ottenere una trentina di posti letto con adeguati servizi. È attualmente gestito dall’istruttore nazionale di alpinismo Sergio Pestarino; apertura da giugno a ottobre (tel. 0437/67010). Vicino sorge la Malga Lòsch, che ospita animali; la costruzione può servire egregiamente,se attrezzata, come base di appoggio nella stagione di chiusura dello Scarpa-Gurekian

(informarsi in municipio). Oltre che riferimento per le ascensioni alpinistiche alle maggiori cime del Gruppo, il rifugio costitusce una base per facili escursioni e traversate; come mete – in ordine crescente d’impegno – si segnala il dirimpettaio Còl di Luna (it. 1h), il “Sentiero Naturalistico Fabio Miniussi” (itinerario= li) e la traversata al Bivacco Menegazzi e al Rifugio Treviso (it. 1h).

Accessi: http://www.agordino.bl.it/voltago/Turismo.htm1a. – Da Frassenè 1084 m. per la Costa d’Agaréi (segnavia 771). Dal centro del paese, seguendo le indicazioni per il Rifugio Scarpa e Albergo “Belvedere”, ci si porta all’imbocco della Val Domadore (posteggio). L’ampia mulattiera ha inizio con una ripida rampa che sottopassa la seggiovia; segue il sentiero lungo la pista da sci o eventualmente nel bosco della Costa d’Agaréi fino al ripiano denominato La Raffadòra (stazione di partenza di skilift e fontanile conbuona acqua). Di qui si sale per il pascolo aperto fino al visibile rifugio (ore 1.30).

1b. – Da Frassenè 1084 m. per la Val di Domadore e la Caséra de Luna 1595 m. (segnavie 772-773).

Per l’itinerario precedente ci si porta all’imbocco della Val Domadore: di qui si prosegue per la carrareccia asfaltata fino in località Domadore (fienili). Si continua per buon sentiero lungo l’impluvio, deviando poi a sinistra e impennandosi fino alla Caséra de Luna. Poco più in alto ci si innesta nel sentiero che proviene dalla F.lla di Luna che si segue verso destra fino al rifugio senza possibilità di sbagliare (ore 2.00).

1c. – Da Frassenè 1084 m. per Manzana e Malga Agnèr de Fòra 1618 m. Da Frassenè si scende per circa1 Km. verso Agordo fino in località Manzana: qui ha inizio la carrareccia di servizio (indicazioni) per Malga Agnèr de Fòra; la pista sale con numerose svolte piuttosto sassosa e porta direttamente all’alpeggio. Dalla Caséra, regolarmente caricata, si prosegue a sinistra per evidente mulattiera pianeggiante fino ad una fontana in cemento e ad un bivio: tralasciando a sinistra la prosecuzione per la recuperata Malga Agnèr de Inte, si continua diritti per pendii prativi fino al Còl Còlandér; di qui si scende il successivo vallone disseminato di grossi massi per risalire poi il pendio opposto fino al rifugio (ore 2.30).

1d. – Da Voltago 860 m. Zérve e Malga Agnèr de Fòra 1618 m. Dal centro di Voltago ci si avvia per la parte più meridionale del paese, salendo per via Dante. Al grande crocifisso di Callincròs si volge a sinistra per la pista forestale in direzione della località Zérve: di qui (Val de le Nebbie) si procede innestandosi nella carrereccia di servizio per Malga Agnèr de Fòra; si continua per questa come per l’it, 1c (ore 3.00).

1e. – Da Voltago 860 m. per Caséra Roncgrànt 1206 m.

Come per l’it. precedente ci si porta al grande crocifisso di Callincròs; di qui si continua diritti per strada asfaltata verso la località Piandisòn (eventuale posteggio). Si procede ora per l’erta carrareccia che sale con alcuni tornanti: ad un bivio si tralascia a destra la pista pianeggiante per Fasòn, continuando verso la Casera Ronkgrànt unendosi al sentiero proveniente da Taibon (segnavia 769). Più in alto l’itinerario è tagliato nel fitto bosco salvo alcuni slarghi in corrispondenza di colatoi valanghivi: addentratisi in un’area più aperta, con un tratto pianeggiante si è a Malga Agnèr de Fòra. Di qui si continua come per l’it. 1c (ore 3.00).

1f. – Da Taibon 628 m. per Fasòn 1184 m. (segnavia 769).

Dal centro si procede per Via Còl di lana (sud), imboccando la comunale per la frazione di Soccòl: con erta salita si raggiunge un quadrivio: qui si devia a destra, portandosi alle case di Soccòl (fontana e posteggio). Si continua per la pista di servizio forestale dapprima asfaltata, poi in cemento ed in fine sterrata: così lungamente nel bosco (possibili alcune scorciatoie ). Quando la pista tende a spianare è tempo di volgere a destra per sentiero (segnavia rinfrescato), raggiungendo Caséra Ronkgrant. Di qui si continua come per l’it. 1e (ore 3.00-3.30).

1g – Da Forcella Aurine 1300 m. per il Còl di Luna 1747 (e il Passo di Luna 1718 m. e segnavia 773).

Dallo spiazzo prospicente l’albergo s’imbocca la strada che sale tra le costruzioni: fatte poche decine di metri, si piega a destra per la mulattiera a limite dei prati: così lungamente fino al ripiano del Còl deFrés. Più in alto ci si inoltra nel bosco; ad un bivio si volge a destra (a sinistra si potrebbe raggiungere direttamente il Passo di Luna, ma meno faticoso è continuare come di seguito descritto), appoggiandosi agli scalini formati dalle radici. Usciti dal bosco, superando un tratto roccioso, si raggiunge la sommità del Còl di Luna 1747 m. (monumento a Cesare Battisti e croce); di qui si procede sul filo del crinale verso ovest (splendido panorama), portandosi al Passo di Luna 1718 m. All’insellatura si volge a destra, scendendo con mite pendenza verso i pascoli della Malga Luna: evitando di portarsi alla Caséra, si taglia in quota, sempre seguendo il segnavia 773, fino al rifugio.

Traversate ed escursioni:

1h. – Traversata al Rifugio Treviso per Caséra de Càmp, il Bivacco Menegazzi e F.lla delle Mughe (segnavia 773-720).

Dal colletto dove sorge il Rifugio Scarpa si volgono i passi in discesa seguendo le indicazioni per il dirimpettaio Còl di Luna. Si procede dapprima tra grossi massi poi nel bosco verso i pascoli della Malga Luna (vecchio fontanile ubicato sul Piàn dei Cavài). Qui si tralascia il bivio a sinistra che scende all’antica Caséra, procedendo in salita con esigua pendenza verso il Passo di Luna 1718 m. Dall’insellatura si piega in alto a destra per traccia di sentiero che attraversa la Val Cadévàl e la ValZanca; superato l’ultimo crinale si è in vista della Caséra de Càmp 1750 m. Si continua ora quasi orizzontalmente sotto gli avancorpi della Cròda Granda (imponente la Torre Sprit): alcuni saliscendi portano all’ultimo costone ghiaioso e ai pascoli di Piàn Lònch (ore 1.30-2.00 dal Rifugio Scarpa-Gurekian). Dal Bivacco si risalgono i pascoli, dirigendo i passi verso l’incombente F.lla delle Mughe (o delle Gràve), dapprima su macereto poi sulla roccia sempre con maggior pendenza (passaggio I). Dai2244 m. della forcella si scende l’impervio impluvio verso la Val Canali, deviando poi a destra fin al Rifugio Treviso (ore 4.30).

1i. – Sentiero Miniussi alla Pala della Madonna.

Inaugurato nel 1992 per iniziativa della Sezione Agordina e di Monfalcone del CAI, questo sentiero naturalistico ha acquisito un valore di assoluto rilievo nelle proposte escursionistiche della ConcaAgordina. Con partenza ed arrivo al Rifugio Scarpa-Gurekian, il percorso si snoda alla base delle crode dell’Agnèr, in un ambiente di suggestiva bellezza: a ciò si unisce un grande interesse per le speciefloristiche incontrate ad ogni passo; a tale scopo è cosigliabile l’effettuazione del percorso soprattutto nel periodo fine giugno-luglio (per maggiori dettagli consultare l’opuscolo “Il Sentiero F. Miniussi alla Pala della Madonna” disponibile anche allo stesso rifugio).

Seguendo le indicazioni, dal rifugio il sentiero sale brevemente sui ripiani prativi appena superiori (Agrumìer); addentratisi nel macereto si volge a destra continuando dapprima orizzontalmente poi in discesa per un lungo tratto fino a guadagnare i pendii sovrastanti il Còl Còlandér (qui possibilità di interrompere l’itinerario facendo ritorno al rifugio seguendo l’ultima parte dell’it. 1c). Dal costone erboso il percorso naturalistico sale con alcune ripide svolte, deviando poi ancora a destra sotto le incombenti pareti dello Spiz d’Agnèr Sud; così fino all’erboso e regolare piano inclinato della Pala della Madonna che si raggiunge verso quota 2000 m. Si scende ora seguendo la segnaletica su paletti in ferro: al limite inferiore della distesa prativa si volgono i passi a destra in basso verso l’invitante ripiano delleBuse dai Làc. Si va ora ancora in discesa per il raso bosco, in direzione della Malga Agnèr de Fòra: di qui il ritorno si effettua come per l’it. 1c (ore 4.00-5.00).

Accessi

2. – Rifugio Treviso (Canali) 1631 m.

Costruito dalla sezione di Dresda dell’Alpenverein nel 1897 e divenuto dopo la Grande Guerraproprietà della Sezione di Treviso del CAI, ha brillantemente superato il secolo di vita. Attorniato da una vera miriade di guglie, sorge su un esile ripiano della catena più meridionale delle Pale, alla base delle cime che si dipartono dal Sass d’Ortiga (Pala del Rifugio, Dente della Pala). Punto di sosta per ipercorritori dell’ Alta Via n° 2, dispone di una cinquantina di posti letto; è gestito dalla famigliaTimillero; tel. 0439/62311.

2a. – Dal Rifugio Cant del Gàl 11160 m. (segnavie 707).

Dalrifugio si segue la pista della Val Canali per circa 2.5 Km; attraversato il greto del torrente si risale la costa presso l’imbocco del Valòn de le Mughe fino al rifugio (ore 1.30).

2b. – Traversata al Rifugio Scarpa-Gurekian per la Forcella delle Mughe, il bivacco Menegazzi e Caséra de Càmp (segnano 720-773). It. 1h in senso inverso. – Dal Rifugio Treviso s’imbocca il sentiero a segnavia 720 che risale il ripido Valòn delle Mughe fino, all’ omonima forcella (2244 m). Sceso il primo tratto roccioso con qualche precauzione (I), pendii a sfasciumi portano alle belle praterie dove sorge il Bivacco Menegazzi (ore 2.30). Dal punto d’appoggio si volge in direzione nord (segnava 773); attraversato il megheto, per la ripida scarpata ci si abbassa sul greto del Rio dei Molini: al di là il sentiero riprende consistenza, snodandosi alla base degli avancorpi della Cròda Granda fino alla Caséra Cavallera. Dalla malga si continua superando il crinale verso la Val Zanca e, per sentiero meno marcato, quello successivo che dà sulla Val Caldevàl; per ripidi prati è presto raggiunta la F.lla di Luna, donde, con semplice itinerario il Rifugio Scarpa-Gurekian (ore 4.30-5.00).

3. – Bivacco Biasin alla Forcella del Pizzón 2650 m.

Posizionato nel 1965 dai soci della Sezione Agordina del CAI, costituisce un buon punto di riferimento per coloro che salito l’Agnèr sia per le estreme vie sia per la normale colti dal maltempo o sia

godere del sorgere del sole presso la vetta della montagna agordina. Dispone di 9 cuccette; ultimamente la sezione proprietaria ha eseguito dei lavori di consolidamento e di sistemazione allungandone in sostanza la vita al servizio di tutti gli appassionati. Inutile elogiare il panorama che di lassù si può ammirare: attraverso l’ostacolo delle Prealpi la vista giunge sino al mare.

3a. – Dal rifugio Scarpa-Gurekian per la normale all’Agnèr (vedi questa).

Bivacco Cozzolino all’Agnèr 1398 m.Sorge alla base delle impressionanti crode settentrionali dell’Agnèr, dove il sole giunge per breve tempo solo d’estate; addossato ad un grosso masso è egregiamente protetto dalle valanghe e dalle slavine che convergono in gran copia nei colatoi laterali. Dispone di 6 posti letto in cuccetta e svolge una sua funzione prettamente rivolta a favore dei salitori dalle impegnative vie sulle vicine pareti. Posizionato nel 1972 per interessamento della Sezione XXX Ottobre del CAI di Trieste, è dedicato al concittadino Enzo Cozzolino, caduto in Civetta (Torre di Babele) in quello stesso anno.Dalla Valle di S.Lucano (loc. I Chìn 810 m) per il Vallon del Pìz (segnavia rosso).

4a. – Dalla comunale per Còl di Prà 1 Km. prima di questa borgata, (loc. I Chìn 810 m), ci si inoltra verso il greti del Tegnàs (indicazioni per Alta Via Tilman e Bivacco Cozzolino). Superato il bosco diontani, si prosegue su una dorsale a magra vegetazione fin sotto le rocce; di qui, attraversato il vallone, si prosegue meno agevolmente tra massi e salti di roccia (attenzione su qualche passaggio) fino al bivacco (ore 1.30).

Bivacco Menegazzi al Piàn Lònk 1737 m.

Rustico rimesso a nuovo dal locale Gruppo ANA e dedicato ad un alpino caduto, svolge egregiamente le sue funzioni di punto d’appoggio in una delle zone più romite delle Dolomiti: non per nulla il regista J.J. Annaudscelse questi luoghi per ambientare il suo film. “L’orso”. Il bivacco è situato al centro di un vasto pascolo; poco lontano, bellissimo, trova spazio il “Laghetto d’erba” (La Pianèla), di cui è stato fatto cenno nella parte geologica. Tra le crode che incombono, particolarmente elegante èla Torre S.Anna e la Torre Sprit.

Posti letto nel tavolato e caminetto (procurarsi la legna).

5a. – Dalla località Sarasìn di Gosaldo per I Domadòr 1317 m.

Dalla Statale n° 347 di Passo Cereda a 3 Km. da Gosaldo (loc.Sarasìn), a destra s’imbocca la comunale per Faustìn fino al posteggio di Domàdòr 1317 m. (circa 1.5 Km. dalla statale). Di qui si prosegue per l’ampia pista forestale che, con alcuni tornanti nel bosco intervallati da rampe in cemento, porta nei pressi dei ruderi della Caséra d’Ortìga 1592 m. e alla vicina Malga Cavallera 1679 m. Evitando di salire alla malga, si volge a destra giungendo agli ultimi pascoli ove sorge il Bivacco Menegazzi al PiànLònk (ore 1 da I Domàdòr).

5b. – Da S.Andrea di Gosaldo 1262 m. per Caséra de Ortìga 1592 m.

Dalla Statale del Passo Cereda in corrispondenza dell’Albergo “Serenetta”, si penetra il centro diS.Andrea: fatte poche decine di metri si volge a destra per la strada forestale che s’inoltra lungo la Valdei Mòlìn. In vista delle prime crode incombenti, dove la pista spiana si piega a sinistra, attraversando l’impluvio ghiaioso del rio: poco più avanti al bivio, s’imbocca la mulattiera per i ruderi della Caséra d’Ortìga donde alla pista per Malga Cavallera. Di qui come per l’it. precedente (ore 1 da S.Andrea).

5c. – Da Don di Gosaldo 1142 m. per Còl Piaghèr o per la Val dei Mòlìn.

Dal centro comunale di Don si segue la Statale del Passo Cereda verso F.lla Aurine: al primo tornante si piega a sinistra per il bosco di faggi si sale a Prà di Forca innestandosi nell’it.; a destra si procede lungola Val dei Mòlìn fin nei pressi dell’”impluvio ghiaioso del rio”, dove ci si raccorda nell’it. (ore 1.20 da Don).

5d. – Dal Rifugio Scarpa-Gurekian 1735 m. per Caséra de Càmp 1750 m. (vedi it. 1h).

6. – Bivacco Reali alla Forcella del Màrmòr 2595 m.

L’alto ripiano de I Fòch alla Forcella del Màrmòr è contraddistinta da questa costruzione rossa (6 posti in cuccetta), dedicata all’alpinista di Bolzano Renato Reali. Già proprietà della Sezione CAI-SAT delle FFGG di predazzo, attualmente è in carico alla Comunità Montana Agordina che ne cura la manutenzione tramite la Sezione Agordina del CAI. Il colpo d’occhio è limitato al solo nord, sulla precipitosa testata della Val d’Angheràz; attorno, vicinissime sorgono le Cime del Coro e del Màrmòr, mentre all’est domina la Cròda Granda.

6a. – Dal Bivacco Menegazzi per i Vani Alti (è l’it. più frequentato dal versante agordino; elementare. Sconsigliabile in caso di nebbia).

Si sale verso la Forcella delle Mughe: all’imbocco dell’ampio vallone che scende tra il Sass d’Ortiga ed il bastione della Torre S.Anna – Sass da Camp si volge a destra, risalendo lungamente gli sfasciumi. Presso la testata del vallone, a lato delle zolle erbose presso la vertiginosa F.lla S.Anna, si piega ancora a destra per le rocce de Le Scalette (I), caratterizzate da un esile arco di roccia, salendo indifferentemente a destra o sinistra del passaggio a ponte si guadagna l’alto ripiano dei Vani Alti, solitamente, colmo di nevi. Ora è necessario superare il fondo del circo salendo lo spallone settentrionale del Sass da Càmpper poi traversare ancora verso destra su ghiaioni al limite dell’abisso e già in vista della CròdaGranda: poggiando a sinistra in discesa si toccano le ondulazioni dei Fòch, prossime al rosso bivacco (ore 3.00).

6b. – Dal Rifugio Treviso per la Ferrata FFGG (è l’it . più frequentato dal versante trentino; buona sicurezza sul percorso attrezzato).

Dal Rifugio Treviso ci si avvia lungo il sentiero 707 oltrepassando in successione i tre valloni che scendono dalla catena assiale fin quasi alla testata della Val Canali; inoltratisi nel circo del Coro, si continua a destra (indicazioni) verso l’attacco della Ferrata FFGG (ore 1.30-2.00). La via non è esposta e ben protetta anche se gli appigli sono pittosto levigati dall’uso: si sale per canalini intervallati da brevi traversate fino al superamento del salto terminale che porta improvviso alla luce della F.lla del Màrmòre al vicino bivacco (ore 3.00 dal Rifugio Treviso).

6c. – Dal Rifugio Treviso per la Forcella dei Vani Alti (itinerario più diretto ma non più rapido del precedente; qualche passaggio di I grado in ambiente particolarmente austero con buona segnaletica).

Dal Rifugio Treviso si oltrepassa il primo vallone che scende tra il Sass d’Ortiga e la Torre S.Anna: superato il contrafforte successivo ci si inoltra nel circo dei Vani Alti. Si continua sempre con maggior pendenza su sfasciumi verso sinistra (neve fino a stagione inoltrata); qui inizia la salita più ardua con una serie di passaggi in cengia (anche esposti) intervallati da salite dirette: così fino a dove la montagna spiana, ormai prossima ai Vani Alti. Di qui ci si innesta nell’it. 6a fino al bivacco (ore 3.30-4.00).

6d. – Dall’alta Val d’Angheràz per il Valòn de l’Orsa (itinerario faticoso ma non complicato, indicato comunque per chi possiede buone capacità alpinistiche).

Raggiunta l’alta Val d’Angheràz da Còl di Prà (segnavia 767), ci si avvia verso lo sbocco del Van de l’Orsa e l’ampio vallone che caratterizza il limite sud-ovest dell’anfiteatro. Il sentiero detto “DelDotòr”, risale integralmente il fondo del vallone con scalette in ferro e numerosi tratti attrezzati (attenzione soprattutto all’inizio = assai esposto). Raggiunta la conca erbosa a quota 2000 m., si devia a sinistra, scendendo le lastronate verso il circo dove un tempo esisteva il Ghiacciaio del Màrmòr; seguendo in discesa, poi in piano, la cengia che taglia la parete nord della Cima Nord del Màrmòr, ci si porta alla base delle ripide balze sottostanti i Fòch. Qui, senza troppo volgere verso il fondo del canale che precipita da F.lla Sprit e senza itinerario fisso, inizia la salita per canalini, gradonate e salti di roccia, (passaggi di III-); così fino al ripiano sommitale dove sorge il bivacco (ore 5.00-6.00 da Còl di Prà).

 

 

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