Fanes – Lagazuoi – Conturines – Sas dla Crusc

Posted By on Mag 4, 2014 | 0 comments


 

Gruppi: Fanes – Lagazuoi – Conturines – Sass de Cruz

Prefazione:
Vasto gruppo dolomitico; forse meno noto e meno imponente delle vicine Tofane. Si estende a financo di queste per una lunghezza da Nord a Sud di 9 Km., e per una larghezza Est – Ovest nel punto massimo di circa 5 Km.

Il Gruppo montuoso del Lagazuoi e Fanes sono limitati a Nord dalla Valle di Fanes ad Est dalla Valle di Travenanzes a Sud dal RioFalzarego dall’omonimo passo, dal Passo Valparola ed infine ad Est dalla valle generata dal Torrente Sarè. La sommità più elevata del gruppo e Cima Fanis di Mezzo che raggiunge 2989 metri di altitudine

Le Cime principali sono:

Cima Fanis di Mezzo – 2.989 m
Cima Fanis Sud – 2.980 m
Cima Fanis Nord – 2.969 m
Monte Cavallo – 2.912 m
Cima Scotoni – 2.874 m
Grande Lagazuoi – 2.835 m
Piccolo Lagazuoi – 2.778 m


L’accessibilità al gruppo e molto facilitata dai passi Falzarego 2105 mt. e del vicino Valparola . Inoltre una funivia permette di salire con facilità fino a quota 2756 mt. dove tra l’altro è stato edificato pochi metri più su il rifugio Lagazuoi sito in una delle forse più famose balconate delle Alpi ,da qui si ha una mirabile vista sulle principali cime dolomitiche bellunesi.
Naturalmente le vie d’accesso al gruppo sono possibili da altre località , ma questa è di gran lunga la più comoda in quanto permettono di raggiungere oltre i 2000 metri di quota con l’automezzo e di poterlo lasciare su un comodo parcheggio.
Tutta l’area è attraversata da una fitta rete di sentieri Cai ed alcune Cime sono dotate dei vie attrezzate come la via Ferrata Cesco Tomaselliche porta alla Cima Fanis Sud.

E’ delimitato a Ovest da rio Sarè, a Sud dal passo Val Parola e dal passo Falzarego, a Est dalla Val Travenanzes e a Nord dal Vallon del Dos e da rio Fanes. La conformazione geologica è tipica della dolomia principale; banchi regolari si sovrappongono lasciando spazio a cenge che fasciano lunghi tratti di parete rocciosa.
Alpinisticamente, il gruppo è stato un pò disertato; solo nella fascia del Piccolo Lagazuoi ci sono itinerari praticati durante la stagione primaverile e autunnale.

Rifugi;

Rifugio Scotoni 2.040 mt. ; Armentarola – Val Sarè, privato 0471.847330.
Rifugio Valparola 2.192 mt.; passo Valparola 0436.866556 privato.
Rifugio Lagazuoi 2.752 mt.; passo Falzarego per sentiero o con la funivia Lagazuoi 0436.867303 privato.
Bivacco Gianni Dalla Chiesa 2.652 mt.; forcella Fanis Cai Cortina d’Ampezzo – solo emergenza
Bivacco Baccon Barborka 2.620 mt.; Cime Furcia Rossa (Fanis) Ana Bolzano, Avs Bressanonea
Bivacco della Pace 2.75 mt.; Cime Furcia Rossa (Fanis) Ana Bolzano, Avs Bressanone
Rifugio La Varella 2.042 mt.; alpe Fanes, passo di Limo 0474.501079 privato
Rifugio Fanes 2.060 mt.; alpe Fanes, passo Limo 0474.501097 privato


Forse, al ricordo e al rispetto dei morti durante la grande guerra 1915/18, grazie ai volontari del gruppo A.N.A. Alpini, è presente ancor oggi una ragnatela di sentieri, recuperati o ricostruiti, che corrono lungo le pareti, congiungendo cenge e forcelle, ricordando, i resti inferti del primo conflitto mondiale.


Oggi, camminando lungo i sentiri-trincee o percorrendo le gallerie di guerra, la storia semra rinnovarsi, incutendo profondo omaggio e monito mai dimenticati.

Iin questi ultimi anni non solo sono stati aperti, arditi itinerari sulle Torrri di Fanis e Travenanzes, ma è stati tracciate altre vie anche sulla parete del grande lagazuoi, Cima scotoni, Torre e Cima del Lago, Col dei Bos.


Per gli escursionisti, appassionati di vie ferrate, il percorso più ambito, rimonta la Cima Fanis Sud nella parete Sud-Ovest, con uno sviluppo di 800 mt. di corde metalliche.

Nel novembre 2007 il Comando delle Truppe Alpine di Bolzano ha dato inizio alla posa in opera di un itinerario attrezzato sul Col dei Bos (o Col dei Bois) dando il nome “la via ferrata degli Alpini” che ripercorre le tracce di un precedente percorso; i lavori sono terminati nel novembre 2008.

La via ferrata delle Truppe Alpine offre la possibilità di conoscere la zona delle Dolomiti dove fu scritta una triste pagina della storia del nostro meraviglioso Paese, la pagina della Grande Guerra. In tutta l’area si possono osservare i resti dei manufatti costruiti dai militari durante la Prima Guerra Mondiale, testimonianze storiche che ci possono far riflettere su quanto dura fu la vita di quegli uomini, costretti a vivere, combattere e morire tra mille stenti..

Il conflitto della prima guerra mondiale ci ha lasciato, questi leggendari gruppi alpini, con vecchie tracce di teleferiche, con sentieri ancora delimitati da filo spinato, con enormi spaccature dovute alle “Mine di guerra” (la 1a mina austriaca, venne fatta brillare il 14 gennaio del 1917 con una potenza di circa 15 tonnellate di alto esplosivo. La 2a mina austriaca, più potente, venne fatta brillare il 22 aprile del 1917. La 3a mina italiana, di 33 tonellate, fenne fatta scoppiare, dopo 5 mesi di lavori di escavazione di una galleria di 1100 mt., con fotini ancor oggi integri e visitabili. Su queste crode ognuno di noi deve riflettere a quanto di bello c’è intorno a noi.
Giuseppe Frison.

Relazioni di itinerari alpinistici:

Spigolo S.E. Cima Col de Bos per la parete Sud “via Ada” – via “Gadeamus alla parete Sud Col de Bos – Spigolo Comici Piccola Torre di Falzarego – Via delle Guide Piccola Torre di Falzarego – Spigolo S.E. “Cobertaldo” Sass de Stria – Via del Drago sul Lagazuoi – Gran diedro cima del Lago – via Lacedelli alla cima Scotoni – Via dei Fachiri alla cima Scotoni – vie al Piccolo Lagazuoi – via Gransi allla cima Ciastel Sett Sass – via AlexElena parete sud Cima Ciastel Sett Sass – via 168 spigolo cima Ciastel Sett Sass

foto da: www.cimeetrincee.it  Museo del Forte Tre Sassi – Passo Valparola

Il Forte Tre Sassi, a Passo Valparola, è una delle più interessanti testimonianze della Grande Guerra sul fronte dolomitico.

Fu costruito nel 1897 a difesa dei confini meridionali dell’Impero austro-ungarico, e fu poi ammodernato nel 1910.

Dopo poche settimane di guerra la fortezza fu colpita e perforata da bombe sparate dalle 5 Torri, e quindi fu evacuato.

Oggi il Forte è stato ristrutturato ed espone gli equipaggiamenti e oggetti di uso quotidiano dei soldati.

Visita: a pagamento; audioguide in italiano, inglese e tedesco a noleggio.

Orario: 10.00 – 12.30, 13.30 -17. 00. In inverno solo su richiesta, per gruppi di minimo 15 persone. Per maggiori informazioni: tel. (+39) 0436 861112 cell. 347970781


LINKS: 

www.grandeguerra.com/html/lagazuoi.htm – www.sunrise.it/cortina/guerra/notesto.htm
www.dolomiti.it – www.dolomitibus.it

 

Sasso di Santa Croce

Gruppo delle Cunturines  da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

I tre pilastri principali della parete ovest: da sinistraL’Ciaval, il Pilastro di Mezzo e il Piz d’l Pilato.

Il Sasso di Santa Croce (Sas dla Crusc in ladinoSasso di Santa Croce in italianoKreuzkofel in tedesco), è una montagna delle Dolomiti, nel gruppo delle Dolomiti Orientali di Badiache domina la Val Badia con la sua parete verticale di quasi 900 m.

Il Sasso di Santa Croce fa parte delle montagne dell’Alpe di Fanes piccola. La cima più elevata è Cima Dieci (ladinoPiz dales Diesc), che raggiunge i 3.026 m., mentre la cima più conosciuta mediaticamente è il Monte Cavallo (ladinoL’Ciaval, italiano: Monte Cavallo, tedesco: Heligkreutzkofel), alta 2.907 m. Un’altra cima rilevante del gruppo è Cima Nove.

L’accesso alla montagna avviene dal Passo di Santa Croce (2.612 m), raggiungibile dai rifugi Fanes e Lavarella da un versante, e dall’ospizio di Santa Croce, situato sopra Pedraces in Badia, percorrendo la Via ferrata del Monte Cavallo dall’altro.

Il nome dell’intera montagna deriva dal nome ladino Sas dla Crusc. Il vocabolo “Sas” in italiano andrebbe reso con montagna, monte; non sasso. La traduzione corretta in italiano sarebbe pertanto Monte della Croce. Un caso analogo avviene per i nomi italiani del Sassolungo e del Sassopiatto. La seconda parte invece deriva dal sottostante Santuario di Santa Croce.

Vie d’arrampicata

Sulla parete ovest sono presenti numerose vie d’arrampicata:

  • Via Livanos – 1953 – Prima salita di Georges Livanos e Robert Gabriel
  • Diedro Mayerl – 1962 – Prima salita di Sepp Mayerl e M. Rohracher
  • Via Messner – 6-7 luglio 1968 – Prima salita di Reinhold Messner col fratello Günther sul Pilastro di Mezzo
  • Grande Muro – 1969 – Prima salita di Reinhold Messner e Hans Frisch
  • Chiodo d’argento – 1984 – Prima salita di Paolo Leoni e Graziano Maffei
  • Diretta Grande muro – 26 giugno 1984 – Prima salita di Albert Precht e George Wenger
  • Auf die Felsen ihr Affen – luglio 1994 – Prima salita di Christoph Hainz e Kurt Astner, 250 m/7a
  • Loss lei, heb schun – giugno 2003 – Prima salita di Helmut Gargitter e Renato Botte
  • Silberschrei – 2005 – Prima salita di Hansjörg Auer e Thomas Schreiber
  • La perla preziosa – 2006-2008 – Prima salita di Nicola Tondini, Nicola Sartori e Michele Zandegiacom
  • Menhir – 10-26 luglio 2010 – Prima salita di Nicola Tondini e Ingo Irsara
  • stenblume= fiore del deserto -2013 Primi salitori: Josef Hilpold, Ulrich Viertler difficoltà VIII+

 

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *