CIMA PICCOLISSIMA DI LAVAREDO

Posted By on Feb 11, 2014 | 0 comments


IL CAPOLAVORO DI PREUSS

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Premessa:
Si tratta una grande impresa di PREUSS (6 settembre 1911).
Questa arrampicata per dirittura e difficoltà, è divenuta un’ascensione “Classica”. Roccia ottima, tracciato naturale e logico, discesa veloce e vicinanza ai rifugi, concorrono che lavia sia molto frequentata.

Salita nel: 1974 con l’amico guida, “NANE” Venzo Maurizio (Salita effettuata con scarponi rigidi); 1995 con il veterano Mario Brovazzo di 75 anni e Renata Fossetta. 2000 con i due “scriccioli”(ragazzini), Elena Frison, mia figlia, e Filippo Ranchio entrambi di 16 anni.. 2004 da solo in libera.

Salita:
1) Dalla targa si salgono le fessure sopra per roccia nera, prima verso sinistra e poi leggermente verso destra fino a guadagnare una cengia (15 mt, 4°). Seguire la cengia verso sinistra fino a una sosta con chiodi (5 mt, 1°).20 mt; 4°, 3CF.2) Proseguire verticalmente lungo una fessura che incide la parete nera. I primi metri su parete articolata (5 m, 4°+), poi su parete più compatta (10 mt, 5°, 2C). Tendere leggermente a dx per raggiungere la cengia più alta (10 mt, 4°+), alla stessa altezza della forcella fra Cima Minima e la Cima Piccolissima, sosta su spit. 25 mt; 4°+, 5°; 2C.3) Tiro chiave della parete PreussDalla sosta si sale in cima a un pilastro appoggiato alla parete, poi su parete verticale per alcuni metri, fino a raggiungere l’inizio di una fessura (7 mt, 5°, 1C). Scalare la fessura leggermente strapiombante e con piccoli appoggi (7 mt, 5°, 1 dado incastrato, 1C alla fine) fino dove si trasforma in una rampa appoggiata. Salire la rampa che porta verso sinistra (15 mt, 3°) fino ad un comodo terrazzino di sosta all’inizio della linea di camini caratteristica della via. 30 mt; 5°, poi 3°; 2C, 1D.

4) Ci si dirige con facilità alla base di uno stretto camino giallo (5 mt, 3°). Entrati nel camino, lo si sale sarrampicando con il viso rivolto all’esterno e vicino al bordo (IV gr. e IV superiore, vari chiodi), finché questo, si chiude, e costringe ad una uscita sul bordo destro (faccia a valle). (La seconda salita, il camino l’ho risalito con il viso all’interno; effettivamnete il superarlo è stato più difficoltoso). Scalarlo completamente (30 mt, fra 4° e 4°+) in spaccata e in opposizione, superando dei passaggi difficili (sasso incastrato, passaggio di 5°-, 3C fin sotto il sasso). Segue una zona più inclinata (5 mt, 4°-), il camino si allarga e sale verticale. Proseguire per alcuni metri lungo il camino (5 m, 4°+, 1C) fino alla sosta a fittoni nel camino. 40 mt; 4°, 4°+, pass. 5°-; 4C.

5) Rimanere all’interno del camino per alcuni metri fin sotto un grosso masso incastrato (5 mt, 4°, 1C sotto il masso). Superare il masso all’esterno e continuare fin sotto a un altro masso (5 mt, 4°+). Superarlo all’esterno per poi proseguire più facilmente nel camino fin sotto un’ulteriore masso che impedisce la progressione (15 m, 4°, 3C nel fondo del camino sotto il masso, sosta possibile). Superare il masso lungo la parete sinistra del camino (5 mt, 5°, 1C) per poi portarsi nel fondo del camino (5 mt, 4°) in una nicchia umida e scomoda. Sostare nel fondo della nicchia (1CF). 35 m; 4°, 4°+, passo di 5°; 2C + 3C, 1CF.

6) Tiro Chiave. Dalla sosta, andare verso il bordo esterno del camino (5 mt, 4°) e poi in spaccata, salire lungo i bordi esterni del camino (5 mt, 5°-) fino ad a una strettoia (1C). E’ possibile salire anche sulla parete sinistra all’interno del camino sfruttando una fessura (8 m, 5°, assicurazione con friend) più difficile. Dal chiodo salire e superare con difficoltà la liscia strettoia, spostandosi sul lato esterno sx del camino per arrivare ad un chiodo (5 mt, 5°, pass. 5°+, 1C). Si prosegue all’interno dello stretto camino fin dove la faccia destra diventa più facile. (5 mt, 5°-, sassi incastrati) Continuare lungo il camino ora appoggiato e articolato (25 mt, 3°, pass. 4°) con sosta ad uno spuntone. 45 mt; 5°, pass. 5°+, poi 3°; 2C. Lunghezza sostenuta nella prima parte.

7) Si sale ancora il camino che diventa sempre più perpendicolare, ma è appigliato (5 mt, 4°), poi si appoggia definitivamente e porta sulla cresta sommitale (30 mt, 3° e 4°; attenzione a non muovere sassi). Sulla cresta salire un basso pulpito di buona roccia (3 mt, 4°+), sopra il quale si trova l’anello cementato della discesa. Raggiungere la cima camminando pochi metri. 40 mt; 3° e 4°.

DISCESA:
Il primo anello di calata, cementato, si trova immediatamente sotto la cima.

Calarsi verso il versante sud fino a raggiungere una stretta cengia, arrivando presso un pulpito soprastante all’intaglio tra la Piccolissima e Punta Frida. Con un’altra calata nel vuoto di 40 mt. si arriva alla forcella. Continuare con corde doppie, lungo il canale camino rivolto verso il rifugio Lavaredo. Si continua a scendere prestando attenzione ai detriti, e si raggiunge la fine dell’invaso che si adagia sulle ghiaie.

Bepi Frison...l'arrampicata si fa elegante, tecnica, e più sale ci si accorge, della grandiosità di questa via dove Preuss l'ha salita senza un chiodo....

 

Tre Cime di Lavaredo-olio-'04

 

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