Chi Sono


Giuseppe Frison
  • Scalata 98%

Giuseppe Frison

La vita di Giuseppe ancor molto giovane è dura, fatta di sacrifici e senza ideali. In quel periodo “Pino” chiamato poi dagli amici alpinisti “Bepi” con una gita del coro Polifonico di Venezia alla palestra di roccia “Santa Felicita”, Romano D’Ezzelino (Bassano), scopre il piacere dell’arrampicata. Si allena nelle varie falesie: Val RosandraLumignano, Erto, Sass de Stria, Colli Euganei, Schievenin salendo: fessure, diedri, pareti aperte; ne conosce le difficoltà, quindi sale lungo le vie “classiche” delle Dolomiti. Non assapora la conquista ma il piacere di essere in montagna…..Durante le sue ascensioni affina la sua sensibilità, riscopre la vita.

Bepi scopre la passione per le arrampicate. Le bellissime montagne, le Dolomiti, gli danno un senso di serenità, di benessere durante le varie ascese… Probabilmente si nasce alpinisti. Lo vedono già da bambino arrampicare, esternamente, sui ponti di Venezia e giunto all’apice si getta in acqua per il gusto di compiere un tuffo in acqua a quella altezza o salire i muri di casa perchè la madre ha dimenticato le chiavi, e tutto questo gli fa nascere questo incontenibile bisogno di un contatto forte con la natura. Durante le sue ascensioni, si uniscono alla sua corda molti amici e finalmente trova un ottimo compagno, affine con il suo carattere, Maurizio Venzo chiamato “Nane” e ora guida. Con lui scopre e supera il 6 grado; le salite a quei tempi sono fatte con gli scarponi rigidi e muniti di questi calzari affrontano le più difficili pareti dolomitiche. Nel 1975 sua prima esperienza con l’arrampicata solitaria per la via Videsott lungo l’alta parete della Cima Busazza.. I suoi occhi sprigionano una luce di libertà, benessere; la stessa che si riesce a percepire nelle sue operequadri e le sculture in vetro, dov’è riuscito imprimere con sagacità, per capire il suo stato d’animo e amore per la natura.

Bepi, si dedica a far conoscere la bellezza e la passione per la montagna per 6 anni a quattro bimbi di otto anni ciascuno. Li conduce sempre con allegria e gioco lungo i sentieri più impervi e sconosciuti, le ferrate, le arrampicate sulle pareti delle palestre del Sass de Stria e Torri di Falzarego; fa comprendere a loro come sopportare la fatica per arrivare al premio del traguardo, della cima, e con l’amico “Nane” li porta alpinisticamente ad un buon livello. Nel 1975 ci porta ad aprire una via nuova nel gruppo del Sett Sass. La somma della nostra età da un totale di 168 anni e lui senza pensarci battezza la via “168”. Con il suo dinoccolarsi alla Celentano saluta tutti, rivolge parole di soddisfazione, sorride scendendo la parete ben sapendo che ha dato in ciascuno di noi una carica emotiva e tutta la gioia che la montagna gli ha sempre regalato…

Grazie Bepi: l’amico ottanquatrenne Mario Brovazzo 2006

Giuseppe Frison vive e lavora a Venezia. La città lagunare ha sfornato molti alpinisti veneziani che con le loro imprese hanno scritto pagine di storia di alto alpinismo, scalando e aprendo nuove vie lungo le “Pareti Verticali” delle Dolomiti.