Campanile o Salame di Comici


Campanile o Salame di Comici


Posted By on Mag 2, 2014

Con due guide al “Salame di Comici” o Campanile di Emilio Comici.     26 Agosto 1993.  Ci svegliamo alle quattro del mattino, dopo aver fatto colazione, nel silenzio della Casa alpina di Canazei dove siamo stati ospiti grazie a Stefano Malgarotto.  Appena usciti dalla porta, la temperatura, ci sveglia di soprassalto + 8 gradi, non male per essere in agosto.  Dopo mezz’ora, con l’auto, giungiamo al Passo Sella. E’ ancora molto buio e non si riesce a visualizzare il sentiero che porta all’attacco del “Salame” o Campanile di Comici. Come possiamo, distendiamo le nostre membra all’interno dell’auto, attendendo le prime luci dell’alba.  ”Porco cane” Nane e Monica, riprendono immediatamente il sonno lasciato tra le coltri di Canazei. Io sono sveglio come un grillo e agitato. Penso a tutto l’allenamento, alle rinunce di succulenti cibi per portare il mio fisico in forma,  pronto, ad affrontare tranquillamente la via del Grande Maestro, Emilio Comici. L’acrobata triestino, il signore del 6° grado l’ ha tracciata,   facendone divenire una classica. Una delle più belle imprese alpinistiche eseguite da questo formidabile alpinista, nelle nostre Dolomiti. Finalmente giungono la prima luce dell’ aurora e poi quella del mattino. 
                                                                                                                     “Ragazzi, dai forza!” urlo “Svegliatevi”. Non ci sto nella pelle. Da circa un’ora saliamo il sentiero che conduce all’attacco della via. Saliamo e superiamo, velocemente in libera, lo zoccolo del campanile, contenti. Non abbiamo trovato nessuna cordata, la giornata si annuncia stupenda. Giungiamo all’ attacco, alla base della via.  Rimaniamo a bocca aperta. La verticalità della parete è impressionante e sembra impossibile che ci possa essere un tracciato che possa superare questo muro. Nane, guida alpina, Monica, anch’essa guida, e il sottoscritto ci vestiamo e ci abbardiamo di tutto il materiale necessario per la scalata.  Il primo tiro di corda, inizia subito, con una attraversata verso destra e le difficoltà sono sostenute, un bel 5° grado che diviene 5°+ . La roccia è fredda, si presenta molto compatta. E’ impossibile mettere un chiodo. I giorni precedenti,  avevi letto il libro di Severino Casara “Il vero arrampicatore”.  Egli scrisse in relazione a questo passaggio: “Lo vidi superare per pressione una fessura verticale, e poi traversare orizzontalmente a destra in pieno vuoto e su parete strapiombante.  
A metà traversata gli gridai di piantare un chiodo di sicurezza, ed egli, per accontentarmi, ne estrasse uno...

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