Sassolungo


Sassolungo


Posted By on Mag 4, 2014

  SASSOLUNGO 3178 m. “ IL PANDORO DELLA VAL GARDENA “ PREFAZIONE: IL GRUPPO DEL SASSOLUNGO SORGE A CAVALLO DI DUE VALLI FAMOSE, QUELLA DI FASSA E DI GARDENA. SI COMPONE IN SOLE SETTE CIME, TUTTE DI ECCEZIONALE BELLEZZA E TUTTE POTENTI NELLE DIVERSE FORME: IL SASSOLUNGO, LAPUNTA DELLE CINQUE DITA, LA PUNTA GROHMANN, LA CIMA DANTERSASS, LA TORRE INNERKOFLER, IL DENTE, IL SASSOPIATTO. SASSOLUNGO 3178 m.: IMMANE COLOSSO ROCCIOSO DEL, PRECIPITA A PICCO SOPRA LA VAL GARDENA, ED E’ IL SIMBOLO DELLA VALLATA. CI SONO MOLTE DIFFICILI VIE CHE RISLGONO QUETO “PANDORO” DALLE PARETI LUGNHE 800 m. E OLTRE, COME LO SPIGOLO NORD E SONO DA TENTARSI, SOLO, CON CONDIZIONI DI TEMPO ASSOLUTAMENRE SICURO!. PER LE DIFFICOLTA’ DELLA PARETE, PER LA LORO LUNGHEZZA, A 70 METRI SOTTO LA VETTA, ESISTE UN BIVACCO FISSO APERTO. HO POTUTO SALIRE IL SASSOLUNGO PER BEN TRE VOLTE, E A MIO AVVISO, E’ CONSIGLIABILE CONOSCERE LA VIA DI DISCESA. ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA, IL SASSOLUNGO EMERGE DAL BOSCO ANCORA BUIO. DA QUEL BOSCO PARTONO IN MOLTI, ESCURSIONISTI E ALPINISTI PER ESCURSIONI ED ARRAMPICATE FINO ALLE SUE CIME. IL PANORAMA IN VETTA, CHE CONFINA CON IL CIELO, E’ DAVVERO UNICO. SI PUO’ SPAZIARE OLTRE LA VALLE, CON IL SOLE TANTO VICINO DA PENSARE DI POTERLO TOCCARE. NEL 2000, CON L’OCCASIONE DI UNA BELLISSIMA GIORNATA, CON UN CIELO BLU COBALTO, HO SALITO LO SPIGOLO NORD, IN LIBERA. ARRAMPICATA DI IV° CON UN PASSAGGIO DI V° INFERIORE DI 1200 METRI IN UN’ORA E 45 MINUTI. HO TROVATO IL SILENZIO CHE MI HA ACCOMPAGNATO FINO ALLA VETTA E IN CIMA LA NEVE PER RINFRESCARMI. E’ STATA UN’ASCENSIONE INDIMENTICABILE; GIOIA DI ARRAMPICARE, SOLITUDINE, RIPIDITA’ DI SALIRE LA VIA PER LO STATO DI BENESSERE INTERIORE, LA CONSAPEVOLEZZA DI AFFRONTARE CON SICUREZZA E FACILITA I VARI PASSAGGI PIU’ IMPEGNATIVI E IL COMPLETO ISOLAMENTO DAL MONDO ABITUALE, MI HANNO REGALATO, IN CIMA, IL SAPORE DELLA VITTORIA E DELLA GIOIA DI AVERMI VINTO. CINQUE DITA 2996m.: QUESTA FRASTAGLIATA MONTAGNA, CHE APPUNTO RECA CINQUE PUNTE SOMIGLIANTI A UNA MANO TESA COSTITUISCE, PER L’ALPINISTA IN CERCA DI SOLUZIONI CON VIE BELLE, CLASSICHE E PER LA VICINANZA A L RIFUGIO DEMEZ. UNA DELLE MONTAGNE PIU’ ALPINISTICHE DELLE DOLOMITI. LA TRAVERSATA DI QUESTA CRESTA A CINQUE PUNTE, COSTITUISCE, UNA SOLUZIONE “CLASSICA” DEL GRUPPO. IN GENERE SI TRAVERSA DA SUD-OVEST A SUD-EST. I PASSAGGI PIU’ INTERESSANTI SONO LA LUNGHEZZA D’ATTACCO, LA SCALATA DEL MIGNOLO, LA FESSURA SCHUSTER PER SCENDERE SULLA FORCELLA DEL POLLICE E QUINDI ALLA FORCELLA DEL SASSOLUNGO. ANCH’IO SONO SALITO, CO L’INTEZIONE DI ESEGUIRE LA TRAVERSATA, MA SONO STATO COLPITO DALLA FESSURA CHE TAGLIA IL CENTRO DELLA PARETE E PORTA IN CIMA ALL’ANNULLARE. LA FESSURA...

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Spigolo Nord Sassolungo


Posted By on Mag 2, 2014

Dal libro: “Tra i silenzio delle Pareti” di Giuseppe Frison. Sollevo la tapparella: la parete nord del Civetta è resa ancor più scura, dal sole che sta nascendo, dietro, in Val Zoldana. Da otto anni ho un’ abitazione in affitto, sopra Mares frazione di Caprile.  Le finestre della casa,  sono poste, di fronte alla maestosa parete nord del Civetta. La decantata muraglia, che assomiglia a un grande organo a canne, al mattino prende varie  intonazioni di grigi, con striature nere: Essa incute timore, perché è cupa e ombrosa. Al pomeriggio, il sole, l’accende di colori che vanno dal giallo caldo, all’arancione, e nelle ombre di colore rosso mattone. Verso sera, s’infuoca, poi diventa rossa amaranto per fine con un colore enrosadira. In tutte le stagioni e affascinante, catalizzante, magnifica. La vista spazia dalla torre Coldai alle punte dei Cantoni di Pelsa. E’: “La parete delle pareti”.  Molte volte,  ozio sul terrazzo e traccio mentalmente, con il libro guida in mano, tutte le possibili vie che sono state aperte lungo questa muraglia. Finalmente la casa si sveglia. Arrivano gli amici; si presentano con poco entusiasmo di far qualcosa, anche se la giornata si presenta stupenda. Universalmente, vogliono fare un giorno di riposo, per andare poi, a pranzo, al rifugio Migon.                                                                                                                                                                                                                                             Con irritazione e impulsività, salgo in auto dopo aver preso: imbrago, corda, scarpette e rinvii. Non so, dove andare, cosa fare. Dirigo il mezzo, verso la strada che porta ad Arabba. Arrivato all’incrocio, svolto senza pensarci a sinistra per il passo Pordoi.  A destra verso il passo Falzarego, c’è una lunga colonna d’auto che sbuffa verso Andraz mentre la strada per Arabba è libera. Al valico, mi si presenta il bel panorama verso la Val di Fassa. La giornata è stupenda. Sfortunatamente la strada che porta a Canazei pullula di auto. Siamo in agosto. E’ difficilissimo, ad un certo orario, spostarsi con l’auto. Solamente con la moto si può avanzare più velocemente,...

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Campanile o Salame di Comici


Posted By on Mag 2, 2014

Con due guide al “Salame di Comici” o Campanile di Emilio Comici.     26 Agosto 1993.  Ci svegliamo alle quattro del mattino, dopo aver fatto colazione, nel silenzio della Casa alpina di Canazei dove siamo stati ospiti grazie a Stefano Malgarotto.  Appena usciti dalla porta, la temperatura, ci sveglia di soprassalto + 8 gradi, non male per essere in agosto.  Dopo mezz’ora, con l’auto, giungiamo al Passo Sella. E’ ancora molto buio e non si riesce a visualizzare il sentiero che porta all’attacco del “Salame” o Campanile di Comici. Come possiamo, distendiamo le nostre membra all’interno dell’auto, attendendo le prime luci dell’alba.  ”Porco cane” Nane e Monica, riprendono immediatamente il sonno lasciato tra le coltri di Canazei. Io sono sveglio come un grillo e agitato. Penso a tutto l’allenamento, alle rinunce di succulenti cibi per portare il mio fisico in forma,  pronto, ad affrontare tranquillamente la via del Grande Maestro, Emilio Comici. L’acrobata triestino, il signore del 6° grado l’ ha tracciata,   facendone divenire una classica. Una delle più belle imprese alpinistiche eseguite da questo formidabile alpinista, nelle nostre Dolomiti. Finalmente giungono la prima luce dell’ aurora e poi quella del mattino. 
                                                                                                                     “Ragazzi, dai forza!” urlo “Svegliatevi”. Non ci sto nella pelle. Da circa un’ora saliamo il sentiero che conduce all’attacco della via. Saliamo e superiamo, velocemente in libera, lo zoccolo del campanile, contenti. Non abbiamo trovato nessuna cordata, la giornata si annuncia stupenda. Giungiamo all’ attacco, alla base della via.  Rimaniamo a bocca aperta. La verticalità della parete è impressionante e sembra impossibile che ci possa essere un tracciato che possa superare questo muro. Nane, guida alpina, Monica, anch’essa guida, e il sottoscritto ci vestiamo e ci abbardiamo di tutto il materiale necessario per la scalata.  Il primo tiro di corda, inizia subito, con una attraversata verso destra e le difficoltà sono sostenute, un bel 5° grado che diviene 5°+ . La roccia è fredda, si presenta molto compatta. E’ impossibile mettere un chiodo. I giorni precedenti,  avevi letto il libro di Severino Casara “Il vero arrampicatore”.  Egli scrisse in relazione a questo passaggio: “Lo vidi superare per pressione una fessura verticale, e poi traversare orizzontalmente a destra in pieno vuoto e su parete strapiombante.  
A metà traversata gli gridai di piantare un chiodo di sicurezza, ed egli, per accontentarmi, ne estrasse uno...

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