Vie Classiche


Tofana di Rozes – 1° Spigolo


Posted By on Lug 19, 2015

TOFANA DI ROZES 2650 m. – 1° Spigolo SPIGOLO SUD-OVEST VIA. U.POMPANIN – A. ALVERA’ PREMESSA: divertente e simpatica via, che segue l’elegante spigolo che perviene alla cima del pilastro.  Lo spigolo offre un’arrampicata entusiasmante, aerea, che nel suo complesso, diventa una divertente e simpatica via.  Nel 1974, l’ho salita con gli scarponi, con l’amico “NANE”, ora guida alpina, a comando alternato. Nel 2001, R, con il simpatico ragazzo 16 anni Filippo Ranchio, soprannominato “COSTICINA”, con una entusiasmante arrampicata, in quanto, durante la salita mi ritornavano in mente i vari passaggi. Questa volta, salivo con le ballerine, e deve dire molto più elegantemente. Per il giovane compagno di cordata è stat una giornata indimenticabile. Per me era una gratificazione, inquinato avevo preparato modo Filippo che a 16 anni arrampicava con disinvoltura, destrezza, sicurezza. Giuseppe Frison. Dislivello: circa 400 mt. Tempo di salita: circa 4 ore.  Avvicinamento: Dal rifugio Dibona, imboccare la carrareccia che porta al rifugio Giussani ed alla ferrata Lipella. Oltrepassata la stazione della teleferica si punta, seguendo ancora l’evidente e ben tracciato sentiero, al primo spigolo che si stacca dalla cima principale della tofana. Raggiunto il sentiero che passa sotto le pareti, ci si porta all’attacco della via. Salita: SALIRE PER 40 METRI SULLA FACCIA SINISTRA DEL DIEDRO (IV°e IV°+). SOSTA SOTTO UN TETTO, BEN VISIBILE DAL BASSO, CHE CHIUDE LA PARETE DI SINISTRA DEL GRANDE DIEDRO. SI SALE LA PARETE DESTRA DEL DIEDRO, CHE ORA SI FA PIU’ VERTICALE, PER EVITARE IL TETTO, E PROSEGUIRE NEL DIEDRO FINO A QUANDO, QUESTO, E’ CHIUSO DA UNO STRAPIOMBO. ORA SUPERARE LO STRAPIOMBO TRAVERSANDO LEGGERMENTE LA PARETE SINISTRA DEL DIEDRO E POI DIRITTO PER FESSURA, FINO AD USCIRE DAL DIEDRO SU UN BUON PUNTO DI SOSTA (V°+). IL SUPERAMENTO DEL STRAPIOMBO E’ IL TRATTO PIU’ IMPEGNATIVO. SALIRE A DESTRA DELLA SOSTA PER UN PICCOLO DIEDRO-CAMINO E SENZA VIA OBBLIGATA SI SALE, PER FACILE PARETE DI 40 METRI. SOSTA (III°). PROSEGUIRE, LEGGERMENTE A SINISTRA, PUNTANDO SU PER UN DIEDRO SOTTO AD UNA PARETE GIALLA STRAPIOMBANTE. AL SUO TERMINE PROSEGUIRE A DESTRA PER ALCUNI METRI PER UNA RAMPA. SOSTA. TRAVERSARE A DESTRA FINO A RAGGIUNGERE UN AEREO PULPITO SUL FILO DELLO SPIGOLO. SOSTA SU CHIODI. DAL PULPITO SALIRE QUALCHE METRO SULLA DESTRA DELLO SPIGOLO E TRAVERSARE A DESTRA, SOTTO UNO STRAPIOMBO GIALLO, FINO A RAGGIUNGERE UNA FESSURA ALL’INIZIO GRIGIA. ATTENZIONE ALL’ ATTRITO DELLA CORDA. SALIRE LA FESSURA E SUPERARE UN STRAPIOMBINO CHE LA CHIUDE (V°, 30m. UN PASSO DI V°+). IL SUPERAMENTO DELLA FESSURA E’ IL TRATTO CHIAVE DEL TIRO. CONTINUARE PER FACILE RAMPA FINO AD UNA GRANDE CENGIA. SULLA CENGIA ATTRAVERSARE ALCUNI METRI SULLA SINISTRA DELLO SPIGOLO PER TROVARE UN POSTO DI SOSTA CON CHIODI. SALIRE LA...

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Gruppo del Civetta – PAN DI ZUCCHERO 2726 mt   Premessa: Bellissima via, bella roccia, linea impeccabile ambiente stupendo… La mia prima via di sesto, salita con scarponi rigidi, assieme a Nino e Nane. Ho trovato, nel tiro chiave, 3 chiodi. E’ una salita impegnativa di 5°+ Ancor oggi, in molte guide e ripetitori, attribuiscono pass. chiave, difficoltà di 6°- / 6°. Il Pan di Zucchero, si trova appena a nord della Punta Civetta e tra questa e la Torre da Lago. E’ visibile sia dal sentiero Tivan che da ovest, ove presenta una punta aguzza. Prima dell’impresa di Renzo Videsott e Domenico Rudatis il 19 agosto 1928, lungo lo spigolo Nord-Est furono fatti molti tentativi per arrivare conquistarne la cima. Fu raggiunta, per lo spigolo sud-est, da Hubert Peterka e Ludwig Hall il 16 agosto 1929, con una via a livello di difficoltà simili alla prima; scendendo a nord, completarono la prima attraversata. Attilio Tissi, Giovanni Andrich e Domenico Rudatis il 22 agosto 1932 per parete nord-ovest aprirono una via grandiosa e difficile. Più impegnativa per la continuità dei passaggi fu la via tracciata sulla parete est da Paul Liebl e Michel Schober il 24 agosto 1938. Ancra più impegnativa è la direttissima alla parete Nord-Ovest aperta tra il 23 e 26 agosto 1962, da Giorgio Radaelli, Bepi Pellegrinon, Vasco Taldo e Jasve Aiazzi. Per ultima sempre per parete Nord-Ovest la “Via dei Polacchi” di Roman Bebak, Janus Ferensky e Ryszard Kowaleski nei giorni 13 e 14 agosto 1968 raggiunsero la forcella sud della Cima aprendo un nuovo itinerario. Primi salitori:  Paul Liebl e Michel Schober il 24 agosto 1938 Sviluppo: 370 m. Difficoltà: 4°, 5°, 6°- Tempi: h 3 circa Pan di Zucchero v.Schober_Liebl gruppo Civetta Pan di Zucchero Via Schober_Liebl inizio tratto chiave Avvicinamento: Dal rifugio Coldai, per il sentiero Tivàn risalire alla base dello spigolo nord-est della Torre di Valgrande, costeggiare la parete est e superare lo spigolo Sud-Est. Seguire tracce di sentiero che portano alla base del Pan di Zucchero e attraversare all’estremità sinistra della Parete Est. Attacco: 1° tiro: Si sale 2mt. dritti per poi continuare in obliquo verso dx fino a raggiungere l’estremità di una cengia. 50 mt 2°, 3°. 2° tiro: continuare a salire in obliquo verso dx fino a raggiungere un buon punto di sosta. 50 mt 3°, 3°+. 3° tiro: Si arrampica in verticale, fino ad arrivare sotto ad uno strapiombo. Si attraversa a dx per poi obliquare a sx. Da qui verso destra fino a superare un masso. 40 mt., 4°, pass. di 4°+ 4° tiro: Attraversare a sx 3 mt. Arrampicare in verticale 2 mt; 5° e...

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Prefazione: Bellissima via, che sale lungo la muraglia della parete Nord del Civetta in un grandioso ambiente, estremamente impegnativa. E’ stata aperta, tranne tre passaggi, completamente in arrampicata libera e con al massimo tre chiodi di assicurazione per ciascuna lunghezza di corda. In base al giudizio di paretti ripetitori, risulta essere la più difficile e impegnativa via del gruppo del Civetta. Aperta il: 5-6-7 settembre del 1959 da Walter Philip e Dieter Flamm. I primi salitori hanno usato: 87 chiodi, ( 44 di progressione e 43 chiodi per attrezzare le soste) e 2 staffe per ciascuno. 1a salita solitaria: 2 agosto 1969 da Reinhol Messner – 1a invernale: 7/8/9/10/11/12 febbraio 1973 da Gian Battista Crimella, Giuliano Fabbrica, Giovanni Rusconi, Giorgio Tessari. – 1° concatenamento 25 agosto 1990 = Via Philipp -Flamm e Via Solleder -Lettenbauer salito da Manrico Dell’Agnola e Alcide Prati in 17 ore . Gli spostamenti sono stati effettuati a piedi. Dislivello: 740 mt. Sviluppo: circa 1130 mt. Tempo di salita: dalle 10 – 16 ore . Difficoltà della via: 4°, 5°, 5°+, 6°, 6°+, due passaggi A1 e due passaggi A2. ( 7°-, 8°- ). La via può essere divisa in tre tratti, aventi ciascuno circa uguale sviluppo. 1° tratto; corrisponde alle prime 11 lunghezze di corda della relazione di Philip: “…Arrampicata su roccia salda. Difficoltà di 4°, 5° ” 2° tratto: arrampicata per diedri e camini gialli, talvolta friabili con difficoltà di 5°, 5°+, 6° 3° tratto; arrampicata per camini e diedri su roccia abbastanza buona con difficoltà di 5°+, 5°, 4° Avvicinamento: Dal rif. Tissi in 45 minuti oppure dal rif. Coldai in 1h 15 si raggiunge il canale inclinato da destra verso sinistra, a sinistra dello zoccolo di attacco della via Solleder. Dei residui nevosi alla base del canale stesso possono richiedere qualche attenzione. Il consiglio, è quello di pernottare al Tissi, e farsi dare gli ultimi aggiornamenti dal bravissimo ed esperto gestore, circa le condizioni della parete e soprattutto dei camini terminali, spesso bagnati fino a stagione avanzata o causa dei frequenti temporali; inoltre da questo rifugio si potrà ammirare nella sua pienezza l’immensità e la severità di questa grande muraglia di incomparabile bellezza. Accesso: L’attacco si trova a dx della verticale passante per la vetta, alla base di un canale.colatoio che sale verso sx, in direzione di una grande caverna. Descrizione: Salire per 85 mt. il canale colatoio pass. 4°. 1° tiro; Ci si porta con una breve attraversata a sx. Si vince uno strapiombo per salire la fessura diedro. 40 mt. 4°+, 5°. 2° tiro; Salire sempre nel diedro; poi una placca e quindi il camino. 35 mt. 5°-, 4°,...

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Prefazione: la via Gustav Lettenbauer – Emil Solleder -Lettembauer, aperta il 7 agosto del 1925, ha un’importanza storica senza uguali in quanto fu successivamente portata ad esempio agli alpinisti quale scalata di “sesto grado”, ovvero il primo itinerario quotato di estrema difficoltà, secondo la scala di sei gradi messa a punto dai fortissimi arrampicatori della cosiddetta Scuola di Monaco e che tutti conoscono con il nome di scala Welzembach. E’ la più classica via in arrampicata libera del gruppo del Civetta e si può dire delle Dolomiti. Per ragioni di storia e concreta verità, la via bisognerebbe chiamarla. “Via: Lettenbauer – Solleder”. Lettenbauer, in una lettera mandata all’amico Wiessner, Lettenbauer descrive che lui e Solleder si erano messi d’intesa su come salire: “Ci eravamo accordati che il secondo, appena raggiunto il primo, continuasse subito conducendo la susseguente lunghezza di corda”. Sfortunatamente Lettenbauer, viene ferito da un sasso ad un braccio, al termine del primo terzo di salita. Solleder, prende lasalita come primo di cordata, fino alla cascata. Da questa, Lettenbauer prosegue nella lettera il suo racconto: “Così andò bene fino alla cascata, dove Solleder cadde, ferendosi all’avampiede”. Solleder, suggerisce di bivaccare. Lettenbauer invece decide di proseguire e torna a fare in capo cordata fino alla cima. . La lunghezza, della via è veramente notevole e per questo diviene una salita di grande impegno. Il rischio di bivaccare è da considerare, soprattutto se si sbagliala via incorrere a causa dell’orientamento e la conseguente perdita di tempo per rientrare sulla giusta via. La Lettenbauer-Solleder resta ancor’oggi una via di grande impegno e difficoltà. Non basta essere all’altezza delle difficoltà, occorre sapersi orientare con sicurezza nel cercare le fessure e le gole giuste per procedere velocemente e in sicurezza. Roccia non sempre salda, poche e scarse protezioni. Passano tre anni prima della seconda ripetizione 1928, Leo Rittler e Willi Leiner, dove apriranno una difficile variante, più diretta dell’itinerario originale. – 3a ripetiz.; 1929, Toni Shmid (quello della prima salita alla nord del Cervino) con Ernst Krebs. 4a ripetiz.; Walter Stosser (famoso per la direttissima alla sud della Tofana), Ludwig Hall e Fritz Shüt. – 5a ripetiz.; Anderl Heckmair (il trionfatore dell’Eiger) con Hans Brehm. – 6a ripetiz.; Mathias Auckenthaler e Hans Rosl. – 7a ripetiz.; Fritz Stadler e Hans Zalut. – 8a ripetiz.; Attilio Tissi e Giovanni Andrich in giornata (prima italiana). – 9a ripetz.; Hans Steger e Paula Wiesinger (prima femminile). – 10a ripetiz.; Karl Brendel e Hermann Schaller (quelli della prima salita della cresta sud dell’Aiguille Noire de Peuterey). 31/08 – 1/09 1930; 1a femminile: Paula Wiesinger con Hans Steger (9a salita). 4/ 09/1952 1A; 1a solitaria: Cesare Maestri. 28/02...

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CIMA SU ALTO 2951 m. “ IGNAZIO PIUSSI HA REALIZZATO CON I SUOI COMPAGNI UNA DELLE PIU’ GRANDI IMPRESE ALPINISTICHE SCALANDO LO SPIGOLO NORD-OVEST” PREMESSA: LO SPIGOLO SI PRESENTA COME UNA PRUA DELLA NAVE LANCIATA VERSO LA VAL CIVETTA. VIA ESTREMAMENTE IMPEGNATIVA. E’ UNA DELLE PIU’ GRANDI IMPRESE ALPINISTICHE REALIZZATE NEL GRUPPO DELLA CIVETTA. LA VIA E’ STATA APERTA DA: IGNAZIO PIUSSI PIUSSI, ALZIRO MOLIN, ALDO ANGHILERI, ERNESTO PANZERI E GUERRINO CARIBONI IL 15/16/17/18 AGOSTO 1967. DISLIVELLO: 760 m. DIFFICOLTA’: 5°, 5°+, 6°, 6°+, A1, A2 A3 2a SALITA: ALESSANDRO GOGNA, GIANNI CALCAGNO, GIOVANNI RUSCONI E ANTONIO RUSCONI, IL 13/14 AGOSTO 1968 con 16 ore di arrampicata effettiva. ACCESSO: DAL RIFUGIO TISSI: SI RAGGIUNGE LA FORCELLA DI COL REAN. SI DEVIA A SINISTRA E CON UNA TRAVERSATA SU GHIAIONI SI RAGGIUNGE LA BASE DELLA CIMA SU ALTO. SI ATTACCA AL CENTRO DELLO ZOCCOLO DI SINISTRA (ORE 0.35). DESCRIZIONE: SI RISALE LO ZOCCOLO, FINO A TROVARE UNA CASCATA D’ACQUA. SI SALE OBLIQUAMENTE A SINISTRA (10m) E SI RAGGIUNGE UN PICCOLO TERRAZZO, SULLO SPIGOLO DELLO ZOCCOLO. FIN QUI: 295 m; 2°, 3°, DUE TRATTI DI 4°. 1°) 32m. SI TRAVERSA VERSO SINISTRA (5m) EPER UN DIEDRO (5°) SI ARRIVA SU UNA COMODA TERRAZZA (5°+). 2°) 10m. SI SALE UNA PARETINA (4°) E SI RAGGIUNGE UNA COMODA CENGIA. 1° BIVACCO. 3°) 40m. TRAVERSANDO VERSO DESTRA, DAPPRINA SU CENGIA E POI SU SALTI DI ROCCIA, SI ARRIVA A UN CANALE CON ACQUA, CHE SI ATTRAVERSA PER 2 m, IN LINEA RETTA VERSO UNA PARETINA. CON UNA TRAVERSATA VERSO DESTRA (20m) SI RAGGIUNGE UN OTTIMO PF 4°) 40m. SI SALE UNA PARETINA GRIGIA (5°) E PASSANDO SOTTO UN TETTO NERO, VERSO SINISTRA, SI RAGGIUNGE UN DIEDRO. 5°) 40m. (5°, A1; 10 CHIODI, 2 CF). SI SEGUE IL DIEDRO (8m; 5°), SI PASSA SULLO SPIGOLO E LO SI SALE (A1) FINO AD UN BUON PF, 5 m SOTTO UN TETTO BEN VISIBILE ANCHE DAL BASSO. 6°) 35m. (5°-, A3, 6°; 15 CHIODI, 3 CF). SI SALE PER UN DIEDRO (5m; 5°-), SI SUPERA IL TETTO PER UNA FESSURA CHE LO SPACCA IN DUE (A3) E SI PROSEGUE PER VUNA SERIE DI DIEDRI FINO AD UNO SCOMODO PF (6°). 7°) 40m: (5°, 6°; 10 CHIODI, 3 CF). SEGUENDO UN DIEDRO (5°, 6°) SI ARRIVA SU UNA COMODA CENGIA, SOTTO UNA PARETE GIALLA. 2° BIVACCO. 8°) 35m. (6°+, A3; 25 CHIODI, 3 CF). SI ATTACCA LA PARETE PROPRIO DOVE FINISCE IL DIEDRO: SI SALE DAPPRIMA VERTICALMENTE (5m) E POI OBLIQUAMENTE A SINISTRA FINO A 1 METRO SOTTO IL GRANDE TETTO CHE TAGLIA ORRIZZONTALMENTE TUTTA LA PLACCA (6°+, A3; 25 CHIODI, 3CF) 9°) 8m. (6°+, A2; 5 CHIODI 2 CF). SI...

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  Gruppi: Fanes – Lagazuoi – Conturines – Sass de Cruz Prefazione: Vasto gruppo dolomitico; forse meno noto e meno imponente delle vicine Tofane. Si estende a financo di queste per una lunghezza da Nord a Sud di 9 Km., e per una larghezza Est – Ovest nel punto massimo di circa 5 Km. Il Gruppo montuoso del Lagazuoi e Fanes sono limitati a Nord dalla Valle di Fanes ad Est dalla Valle di Travenanzes a Sud dal RioFalzarego dall’omonimo passo, dal Passo Valparola ed infine ad Est dalla valle generata dal Torrente Sarè. La sommità più elevata del gruppo e Cima Fanis di Mezzo che raggiunge 2989 metri di altitudine Le Cime principali sono: Cima Fanis di Mezzo – 2.989 m Cima Fanis Sud – 2.980 m Cima Fanis Nord – 2.969 m Monte Cavallo – 2.912 m Cima Scotoni – 2.874 m Grande Lagazuoi – 2.835 m Piccolo Lagazuoi – 2.778 m L’accessibilità al gruppo e molto facilitata dai passi Falzarego 2105 mt. e del vicino Valparola . Inoltre una funivia permette di salire con facilità fino a quota 2756 mt. dove tra l’altro è stato edificato pochi metri più su il rifugio Lagazuoi sito in una delle forse più famose balconate delle Alpi ,da qui si ha una mirabile vista sulle principali cime dolomitiche bellunesi. Naturalmente le vie d’accesso al gruppo sono possibili da altre località , ma questa è di gran lunga la più comoda in quanto permettono di raggiungere oltre i 2000 metri di quota con l’automezzo e di poterlo lasciare su un comodo parcheggio. Tutta l’area è attraversata da una fitta rete di sentieri Cai ed alcune Cime sono dotate dei vie attrezzate come la via Ferrata Cesco Tomaselliche porta alla Cima Fanis Sud. E’ delimitato a Ovest da rio Sarè, a Sud dal passo Val Parola e dal passo Falzarego, a Est dalla Val Travenanzes e a Nord dal Vallon del Dos e da rio Fanes. La conformazione geologica è tipica della dolomia principale; banchi regolari si sovrappongono lasciando spazio a cenge che fasciano lunghi tratti di parete rocciosa. Alpinisticamente, il gruppo è stato un pò disertato; solo nella fascia del Piccolo Lagazuoi ci sono itinerari praticati durante la stagione primaverile e autunnale. Rifugi; Rifugio Scotoni 2.040 mt. ; Armentarola – Val Sarè, privato 0471.847330. Rifugio Valparola 2.192 mt.; passo Valparola 0436.866556 privato. Rifugio Lagazuoi 2.752 mt.; passo Falzarego per sentiero o con la funivia Lagazuoi 0436.867303 privato. Bivacco Gianni Dalla Chiesa 2.652 mt.; forcella Fanis Cai Cortina d’Ampezzo – solo emergenza Bivacco Baccon Barborka 2.620 mt.; Cime Furcia Rossa (Fanis) Ana Bolzano, Avs Bressanonea Bivacco della Pace 2.75 mt.; Cime Furcia Rossa (Fanis) Ana Bolzano, Avs Bressanone Rifugio La Varella 2.042 mt.; alpe Fanes, passo di Limo 0474.501079 privato Rifugio Fanes 2.060 mt.; alpe Fanes, passo Limo 0474.501097 privato Forse, al...

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