Catinaccio


Catinaccio Rifugi


Posted By on Mag 8, 2014

CATINACCIO  “Rosengarten”  Rifugio Paolina 2125 +39 0471613281 web Rifugio Roda di Vael 2280 0462764450 web Rifugio Ciampedie 1998 0462764432 web Rifugio Negritella 1986 3356535126 web Rifugio Gardeccia 1963 0462763152 web Rifugio Micheluzzi 1850 04622750050 web Media Val Duròn Rifugio Stella Alpina 1963 0462763270 web Gardeccia Rifugio Catinaccio 1648 04622764615 web Gardeccia Rifugio Vajolet 2243 0462763292 web  Catinaccio – le Torri del Vajolet Rifugio Preuss 2243 3687884968 web  Rif. Preuss si affaccia sul vallone del Vajolet Rifugio Re Alberto I 2621 046723428 web Tiers,  conca del “Gartl” Rifugio Passo Santner 2734 3406562228 web Al passo Santner Rifugio Passo Principe 2601 3394327101 web Passo Principe, alla testata della Valle del Vajolet. Rifugio Antermonia 2497 0462602272 web Lago d’Antermóia Rifugio Fronza”Rosengartenhutte” 2339 0471612033 web Versante O –  Catinaccio Rifugio Val di Bona 2099 0462601153 web Val di Genova Rifugio Bergamo”Grasleitenhutte” 2134 0471642103 web Vallone del Principe Catinaccio Setten. Rif. Locanda Duca Rifugio Alpe di Tierser 2440 0471707460 0471 727958 web Altopiano  Sciliar, ai piedi dei Denti di Terrarossa. Rif. Monte Cavone 1737 3478131152 Bivacco Latemar”A.Sieff” 2365 web  S/E Forcella...

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Marmolada


Posted By on Mag 4, 2014

MARMOLADA E LA SUA “PARETE D’ARGENTO” Inviate delle foto o un rapporto più dettagliato, con il Vostro aiuto posso rendere la relazione, più esatta e utile. Grazie Suggerimenti; scrivi a: paretiverticali@msn.com TOP Marmolada “REGINA DELLE DOLOMITI”. Copyright © Pareti Verticali Prefazione: La Marmolada ha sempre riscontrato nella sua storia, un significato alpinistico sacrale. Arrampicare su splendida roccia, in solitudine, con lunghe vie di 30 tiri e oltre. Si capisce il perchè è una montagna dove, per scalarla, ci si deve presentare con umiltà e preparazione. Poter superare lo sfuggente e repulsivo calcare, solidissimo, per vie classiche, con costanti difficoltàche hanno segnato la storia dell’alpinismo, è necessario avere mente e corpo liberi da ogni pregiudizio, confronto, protagonismo. Ritengo, che tute le vie tracciate, sulla parete Sud, siano da considerare, mirabili ed eleganti; risultato di ciclopiche difficoltà e combinazioni per raggiungere la vittoria su questa montagna d'”Argento”. Arrampicare sulla parete della “Regina delle Dolomiti”, è una stupefacente esperienza alpinistica, dove l’uomo viene appagato, da questa vasta muraglia, nel suo io. Giuseppe Frison. Copyright © Pareti Verticali La Storia alpinistica della “Marmolada”: 1803 Una gruppo di canonici agordini ascende il ghiacciaio inviolato. Unicamente don Giuseppe Terza, afferrato da un soprannaturale esaltazione, procede in direzione della vetta. Non farà più ritorno e neanche uno lo si vedrà più. 1856 Un altro prete valoroso, il vicentino don Pietro Mugna, sale il ghiacciaio fino alla cresta nevosa sotto la Punta Rocca. Con lui ci sono le guide agordine Pellegrino Pellegrini e Gaspare De Plan. Partecipa alla cordata un alpinista Antonio Marmolada. 1860 Un irlandese “John Bull”, sale sulla Punta Rocca con un amico John Birkbech accompagnati da una guida di Chamonix Tairraz. 1862 La prima salita sicura viene effettuata dal viennese Paul Grohmann con la guida Pellegrini. 1864 Grohmann, con le guide ampezzane Angelo e Fulgenzio Dimai, conquistano la cima principale “Punta Penia” 3342 mt. e diviene la via normale tutt’ora seguita dal Pian dei Fiacconi. 1872 La Cresta Ovest viene percorsa fino alla cima di Punta Penia da Francis Fox Tuckett, di Bristol,( oggi via ferrata) con le guide Lauener e Siorpaes di Cortina. Il tracciato viene ripetuto dal giovane Douglas William Freshfield. 1882 I primi alpinisti “senza guida” austriaci Ludwig Purtdcheller, Emil e Otto Zsigmondy compiono la prima traversata da Punta Rocca a Punta Penia. 1897 Cesare Tomè, agordino, con la guida Santo Tomè e il portatore Luigi Farenzena, violano la parete sud arrampicandosi lungo il canalone della S-cesora e raggiungendo la Forcella Serauta. 1900 Luigi Rizzi, guida di Val di Fassa, per conto dell’inglese Beatrice Tomasson, attacca slegato il camino che incide la parete sud di Punta Penia 4°. 1901 La Tomasson con le guide di...

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Gruppo di Brenta


Posted By on Mag 2, 2014

  Gruppo di Brenta “Uno spettacolo tra guglie, campanili, rocce e torrenti percorsi lungo sentieri che si dimentica tutto per il fascino che ti regala il gruppo di Brenta Premessa: Le dolomiti del Brenta, offrono all’escursionista e all’alpinista la grandiosità di paesaggi e pareti da scalare, che in nessun altro gruppo si può trovare. L’immensità e l’estensione dei panorami che si vedono da tutti i fronti, camminando lungo strette cenge, ricchi di particolari come: cime, pareti colossali, guglie slanciate, campanili stagliati verso il cielo, ghiacciai, canaloni innevati, soddisfano ogno esigenza sia dal punto naturalistico che alpinistico. Le Dolomiti di Brenta: Il gruppo si estende per circa 40 chilometri in direzione nord – sud, e per circa 12 km da est ad ovest. Ha come confini naturali a nord la Valle di Sole, ad est la Valle di Non, il Lago di Molveno e la Paganella, a sud le Valli Giudicarie, e ad ovest la Valle Rendena. L’intero gruppo del Brenta è compreso nel territorio del Parco Naturale Adamello-Brenta. Una particolare caratteristica del Gruppo di Brenta sono le numerose cenge rocciose con l’andamento quasi sempre orizzontale, che conducono attraverso pareti rocciose strapiombanti e torri a picco. Queste terrazze soprannominate dagli indigeni «seghe » vengono per lo più sfruttate per far passare sentieri e ferrate. Nel gruppo otto cime superano i 3000 metri (Cima Tosa, Cima Brenta, Crozzon di Brenta, Cima Ambiez, Cima Mandron, Torre di Brenta, ecc), molte altre superano quota 2800. Il gruppo di Brenta fu scoperte relativamente tardi dagli alpinisti. L’esplorazione del gruppo diede l’avvio il pioniere inglese John Ball, inoltrandosi, il 24 luglio 1864, fino alla Bocca di Brenta, al profondo intaglio che, aprendosi a 2552 metri di altitudine tra la Cima Brenta Bassa e la Brenta Alta, ancor oggi è il principale valico tra il versante di Molveno e quello di Campiglio. Più tardi Giuseppe Loss di Primiero metteva piede, assieme a sei compagni, sulla Cima Tosa, che con i suoi 3173 metri è la più alta del gruppo. Nei seguenti annio, tutte le cime, torri e guglie di un certo rilievo vennero salite da alpinisti inglesi e tedeschi, nonché da quelli locali; il fiore all’occhiello, alla fase esplorativa del Brenta fu posto nel 1899 da due studenti Ampferer e Berger di Innsbruck con la vittoria sul Campanile Basso, la prestigiosa guglia che aveva disdegnato i trentini Garbari e Pooli a pochi metri dalla cima. Le escursioni nelle Dolomiti di Brenta: da Andalo al lago di Tovel: Interessante e non impegnativo itinerario che si snoda lungo la Val Sporeggio sino alla piana della Spora e poi devia verso est risalendo la Val dei Cavai che divide il massiccio...

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