Posts made in febbraio, 2014


Tre Cime di Lavaredo – PARETE NORD CIMA GRANDE LAVAREDO m.3000                                                               IL CAPOLAVORO DI E. COMICI ”…INTENDO L’ARRAMPICAMENTO SOPRATTUTTO COME UN’ARTE. COME PER ESEMPIO LA DANZA O, SE VUOI, L’ARTE DEL VIOLINO. PERCHE’ SE SEI PADRONE ASSOLUTO DELLA TECNICA, PUOI FACILMENTE DARE ESPRESSIONE AI TUOI SENTIMENTI, PROPRIO COME NELLA MUSICA E NELLA DANZA. NEI PASSAGGI DIFFICILI IO MI ABBANDONO COMPLETAMENTE ALL’IMPRESSIONE DI VIVERE NELLA ROCCIA, E CHE LA ROCCIA VIVA IN ME” Emilio Comici. Nei giorni 12 e 13 agosto 1933, con i cortinesi Angelo e Giuseppe Dimai, Comici sale l’enorme parete Nord della Cima Grande di Lavaredo, realizzando al massimo livello la teoria della goccia d’acqua. Quattro anni dopo ripete, da solo e senza corde, la via sulla Nord, impiegando tre ore e tre quarti e realizzando uno dei massimi exploit dell’alpinismo. Comici stesso, ricordando l’impresa, si chiede: “Da che cosa ero pervaso io? Da una forma di pazzia o di sadismo alpinistico, forse? Non so, ero ebbro, si, ma cosciente: perchè mi sentivo la forza fisica di superare lo strapiombo, e la sicurezza morale di dominare il vuoto. Riconosco a priori che l’arrampicamento solitario su pareti difficili, è la cosa più pericolosa che si possa fare… Ma ciò che si prova in quel momento è talmente sublime che vale il rischio“.   L’ascensione quando fu compiuta la prima volta destò stupefazione, e che ai giorni nostri si tende sempre più a disminuire la sua difficoltà per l’imissione sempre maggiore di chiodi che ad ogni salita durante le sempre più numerose ripetizioni immettono ripercorrendo lo storico tracciato. Le difficoltà descritte sono quelle incontrate dai primi salitori. Descrizione: Prima salita: G.e A. Dimai, Emilio Comici, dal 12 al 14 agosto 1933. 1a salita solitaria: Emilio Comici il 2 settembre del 1937. 1a salita femminile: Elda Bianchi Bertaglia con la guida G. Dimai 23 settembre 1943. 1a invernale: febbraio 1953 Carlo Mauri 2a invernale: Walter Bonatti e Carlo Mauri 27 febbraio 1953. – 1961 24 agosto 1a solitaria Claude Barbier. In un solo giorno, egli supera da solo, una dietro l’altra Le vie Cassin sulla Ovest di Lavaredo, Comici alla Grande, Preuss sulla Piccolissima, Dulfer sulla Punta di Frida e Innerkofler sulla Cima Piccola. Dislivello / Sviluppo: 450 / 500 mt. Tempo di salita: 7 – 12 ore. Difficoltà: VI°- / A1 ( VII° in libera). Materiali: 15 rinvii, friend, nut. Arrampicata su roccia discreta, di grande soddisfazione in quanto si supera con eleganza la verticale parete della parete Nord della Cima Grande di Lavaredo. Avvicinamento: Dalla Forcella lavaredo si segue il sentiero sotto la parete nord della Grande. La via parte in prossimità...

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Spigolo Giallo


Posted By on Feb 11, 2014

SPIGOLO GIALLO UNA SPADA CHE PUNTA VERSO IL CIELO VIA: E.Comici, M.Varale, R.Zanutti APERTA L’ 8 – 9 SETTEMBRE 1933 “Ho superato lo Spigolo Giallo, compiendo l’arrampicata più aerea, esposta che si possa immaginare: perchè lo spigolo è veramente affilato come un tagliamare, un aratro, una spada, e continuamente strapiomba, e il vuoto incombe non solo sotto l’arrampicatore, ma a destra e a sinistra, e lo sguardo non si riposa più sulle rocce, ma continuamente si perde nell’aria” (Emilio Comici). PREMESSA: TUTTE LE VOLTE, CHE CAMMINO PER LA CARREGGIATA, PER ANDARE AL RIFUGIO LAVAREDO, GIUNTO ALLACAPPELLINA ALPINA, ALZO GLI OCCHI E CONTEMPLO LO SPIGOLO GIALLO, DELLA CIMA PICCOLA DI LAVAREDO, CHE SI STAGLIA POSSENTE SOPRA AL MIO CAPO. LA VIA APERTA DA E.COMICI, SI MANTIENE QUASI SEMPRE SULLA LAMA DELLO SPIGOLO E SI COMPRENDE CON QUANTO ARDORE EGLI HA AFFRONTATOL’ASCENSIONE. BELLO, VERTICALE, SI CONCEDE ALLO SGUARDO DI TUTTI GLI ALPINISTI, I QUALI, TACITAMENTE SANNO, IN CUOR LORO, CHE EMILIO COMICI L’HA VINTOCON LA SUA UMILTA’, PREPARAZIONE, ACCOSTANDOSI ALLO SPIGOLO D’ORO, SENZA REGOLE DI RIVALITA’ E NON CERCANDO IL CLAMORE DELLA STAMPA O DELLA FOLLA. HA COMPIUTO UN’ASCENSIONE ”NELL’ARTE CON L’ARTE”, PURAMENTE SFRUTTANDO LA ROCCIA, INCONTRANDO E VINCENDO LE DIFFICOLTA’ CONTINUE COL SUO STILE INCONFONDIBILE NELL’ASSAPORARE L’ARRAMPICATA SENZA MAI PENSARE AI CHIODI; ISPIRATO, NEL CUORE, NELLA SENSIBILITA’, NELL’INTELLIGENZA E NELLE SUE DOTI DI RAGGIUNGERE LA PERFEZIONE PER GODERE A PIENO LA SUA MONTAGNA. Severino Casara scrittore e alpinista ACCESSO: Dal rif. Auronzo, andare a dx per garreggiata verso il rifugio Lavaredo, o vicevera, dal rif. Lavaredo.Arrivati alla cappella degli alpini, si raggiunge in breve, per morena detritica, l’attacco, che si trova sulla sx della verticale calata del filo dello spigolo. Circa 30 m’ da entrambi i rifugi. RELAZIONE TECNICA: 1) Attacco: si trova sulla sx dello spigolo dove inizia una fessura-diedro (tracce). Si sale diritti per 30 mt., un evidente diedro giallo e irregolare, con difficoltà di V+ fino ad arrivare alla sosta scomoda su 3 chiodi con cordoni. Materiale: 4 o 5 ch. lungo il tiro, piuttosto vecchi e poco sicuri, si consiglia mettere friends o dadi. Roccia è molto levigata. 30 mt; V+. 2) Si prosegue lungo il diedro, V- fino al suo termine. ll passaggio d’ uscita è protetto, 1 chiodo; eventualmente mettere un dado. 1° passo chiave della salita (VI-). Uscire a dx (IV) fino ad arrivare ad un terrazzino.Sosta su 3 chiodi. 35mt; IV, 1p. VI-, IV. 3) Obliquare sempre verso dx. Si supera un pilastro staccato. Si sale, quindi, per gradoni e placche grigie non difficili, senza arrampicata obbligata e senza chiodi. Si giunge ad una nicchia con 2 ch. Sosta. 40 mt; III+, IV-.. Questa è la variante centrale allo Spigolo Giallo, che...

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CIMA PICCOLISSIMA DI LAVAREDO


Posted By on Feb 11, 2014

IL CAPOLAVORO DI PREUSS Inviate delle foto o un rapporto più dettagliato, con il Vostro aiuto posso rendere la relazione, più esatta e utile. Grazie Suggerimenti; scrivi a: paretiverticali@msn.com TOP   Premessa: Si tratta una grande impresa di PREUSS (6 settembre 1911). Questa arrampicata per dirittura e difficoltà, è divenuta un’ascensione “Classica”. Roccia ottima, tracciato naturale e logico, discesa veloce e vicinanza ai rifugi, concorrono che lavia sia molto frequentata. Salita nel: 1974 con l’amico guida, “NANE” Venzo Maurizio (Salita effettuata con scarponi rigidi); 1995 con il veterano Mario Brovazzo di 75 anni e Renata Fossetta. 2000 con i due “scriccioli”(ragazzini), Elena Frison, mia figlia, e Filippo Ranchio entrambi di 16 anni.. 2004 da solo in libera. Salita: 1) Dalla targa si salgono le fessure sopra per roccia nera, prima verso sinistra e poi leggermente verso destra fino a guadagnare una cengia (15 mt, 4°). Seguire la cengia verso sinistra fino a una sosta con chiodi (5 mt, 1°).20 mt; 4°, 3CF.2) Proseguire verticalmente lungo una fessura che incide la parete nera. I primi metri su parete articolata (5 m, 4°+), poi su parete più compatta (10 mt, 5°, 2C). Tendere leggermente a dx per raggiungere la cengia più alta (10 mt, 4°+), alla stessa altezza della forcella fra Cima Minima e la Cima Piccolissima, sosta su spit. 25 mt; 4°+, 5°; 2C.3) Tiro chiave della parete Preuss. Dalla sosta si sale in cima a un pilastro appoggiato alla parete, poi su parete verticale per alcuni metri, fino a raggiungere l’inizio di una fessura (7 mt, 5°, 1C). Scalare la fessura leggermente strapiombante e con piccoli appoggi (7 mt, 5°, 1 dado incastrato, 1C alla fine) fino dove si trasforma in una rampa appoggiata. Salire la rampa che porta verso sinistra (15 mt, 3°) fino ad un comodo terrazzino di sosta all’inizio della linea di camini caratteristica della via. 30 mt; 5°, poi 3°; 2C, 1D. 4) Ci si dirige con facilità alla base di uno stretto camino giallo (5 mt, 3°). Entrati nel camino, lo si sale sarrampicando con il viso rivolto all’esterno e vicino al bordo (IV gr. e IV superiore, vari chiodi), finché questo, si chiude, e costringe ad una uscita sul bordo destro (faccia a valle). (La seconda salita, il camino l’ho risalito con il viso all’interno; effettivamnete il superarlo è stato più difficoltoso). Scalarlo completamente (30 mt, fra 4° e 4°+) in spaccata e in opposizione, superando dei passaggi difficili (sasso incastrato, passaggio di 5°-, 3C fin sotto il sasso). Segue una zona più inclinata (5 mt, 4°-), il camino si allarga e sale verticale. Proseguire per alcuni metri lungo il camino (5 m, 4°+, 1C) fino alla sosta a fittoni nel camino. 40 mt; 4°, 4°+, pass. 5°-; 4C. 5) Rimanere all’interno del camino per alcuni metri fin sotto...

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MONTE  AGNER  2871 mt.

MONTE AGNER 2871 mt.


Posted By on Feb 3, 2014

GRUPPO DELL’ AGNER  E LE PALE DI SAN LUCANO Caratteristiche: Le Pale di San Lucano si collocano a nord/est del gruppo come un grosso “accento” di roccia; le pareti meridionali, rimarcano infatti la potenza e la severità delle sorelle maggiori nella parte centrale delle Pale. E’ però un angolo meno frequentato e più “selvatico”. Il Monte San Lucano ne è la quota maggiore, ma non solo per questo si calca il vertice. Il cammino si fa intimo con la natura, col monte e si pensa solo a questo; perchè intorno è un mare di meraviglie.La fantasia qui, s’avvera. Ci si muove in un ambiente bellissimo e assolutamente discosto dalle masse, gustando sulla cima il panorama non comune: Civetta, Tàmer, Schiara, Vette Feltrine, l’Agner, e la solitaria Cima di Pape a nord. La valle di San Lucano, con le sue alte muraglie, i ‘boràl’ ed i ‘vioz’, è l’ambiente ideale per coniugare alpinismo ed avventura. Quasi tutti gli itinerari sono circondati da un alone di mistero, e tra zoccoli infiniti e labirintici ritorni, si consumano suole e bivacchi prima che una vetta si lasci calpestare. Nella Valle di San Lucano, a Col di Pra, oltre a un campeggio ci sono due locande. Si è dominatori sia dalle Pale di San Lucano che dall’Agnèr, che presentano le pareti più alte delle Alpi Orientali, oltre1500 mt. E’ chiaro che qui solo la gente preparata si muoverà. Quindi, fatto salvo lo spigolo N dell’Agnèr (1500 m, V+) o l’ugualmente severa via Jori (V e V+), ogni altra opzione sarà nota a chi eventualmente si proponesse di arrampicare qui. Accesso Auto:  Da Agordo si prosegue verso nord. Dopo ca. 3 km. si gira a sx per Taibon Agordino e si seguono le ind. per La Val S. Lucano e Col di Prà. Si percorre la vallata sovrastata da impressionanti pareti, si transitaper Col di Prà e oltre il paese si giunge al divieto nei pressi di un ponte sul torrente (ca. 8 km.). GRUPPO DELL’ AGNER Voltago Agordino 860 m. – Capoluogo comunale, è un piccolo centro posto in posizione solatìa a circa 5Km. da Agordo. Servizi essenziali. Numeri telefonici utili: Municipio – 0437/669132 Albergo “Stella Alpina” – 0437/669001 Frassenè 1084 m. – Un tempo importante centro di soggiorno montano, Frassenè oggi subisce un richiamo turistico decisamente ridimensionato per quanto riguarda la stagione invernale ma non ancora domo rimanendo altresì valido nella stagione estiva. Vi sorge la stazione di partenza della seggiovia per il Rifugio Scarpa e rappresenta il principale centro di riferimento per chiunque desideri approssimarsi al Gruppo dall’est. In località “Laghetti” esiste una piccola palestra di roccia dove ci si potrà iniziare alle tecniche arrampicatorie. Numeri telefonici utili: Albergo “Belvedere” – 0437/67122 – Consorzio Promotour -0437/67193 – Ristorante “Baita del Bianco” – 0437/647344 –  Ristorante “Ai Laghetti” – 0437/67100 –  Guida Alpina Carlo Della Lucia – 0437/67266. Gosaldo:                                                                                                                                                            Il comprensorio di Gosaldo è formato dal capoluogo municipale (Don, 1142...

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